“Better Living”, disco d’esordio per i Flats

Better Living

Dopo aver pubblicato due EP nel 2010, uno dei quali è stato prodotto da Klaxons ‘Jamie Reynolds, i Flats debuttano con un primo disco completo, che riprende il sound tipico del genere rock di fine degli anni Ottanta.

Registrato nel loro studio di Hackney durante l’estate del 2011 e prodotto dalla stessa band, Better Living è una raccolta brutale di 12 brani, che vedono la partecipazione di importanti artisti come Eresia e Unseen Terror. Altra novità per la band londinese, che accoglie la collaborazione di un nuovo chitarrista, Dan Djar.

Tutto pronto per un album dal suono animalesco, molto vicino alla musica metallica.Better Living, infatti, include una cover di Crucifixion, brano originale degli Hellhammer, un gruppo heavy metal originario di Zurigo.

Trentacinque minuti di musica, brevi ma intensi, che rendono l’album degno di essere ascoltato senza annoiare mai. Sono proprio queste canzoni, infatti, a confermare l’idea che il pubblico musicale si era fatto sul gruppo: i Flats si distinguono per la loro rabbia ed aggressività, ma si tratta di una rabbia intrinseca, che li rende fieri e impegnati distaccandosi da qualsiasi tendenza musicale, grazie alla loro musica senza compromessi.

Ad aprire il disco è il brano di durata più lunga, Foxtrot, pezzo metallico,  lento e portentoso, ricco di urli e rumori arroganti. A volte è addirittura impossibile decifrare il testo a causa delle urla esasperanti della voce del gruppo Devine, rea di abigui e spaventosi rigurgiti quali: «Sei appesa davanzale di una finestra?»

L’album procede in modo simile, maturando suoni viscerali dal timbro punk metal. Tango e Shuffle ne sono entrambi gli esempi perfetti. Si avverte quella paura di fallimento, la musica sembra sempre sul punto di cadere e Devine si presenta come l’uomo arrabbiato col mondo, manifestando un senso disorientante del caos. Si avverte tanta rabbia, mostrata attraverso improvvisi attacchi di chitarra, basso e tamburo.

A seguire Country, che continua a grattugiare l’orecchio dell’ascoltatore, con trambusti e ritmi tumultuosi. Poi arriva Slam, la traccia più tipicamente punk di tutto il disco, mentre Crucifixion è decisamente influenzato dal metal del pezzo originale. Con Fast si torna alla lentezza che ha caratterizzato i primi lavori della band.

Il disco si conclude con Mambo, che, anche se dal titolo la si potrebbe collegare ad un tipo di ballo cubano, non ha assolutamente ritmi da ballare in senso tradizionale. Questo brano, infatti, contiene rumori rauchi, in cui il cantante si lascia completamente andare. Si avverte un senso di relax, in cui la sua voce si sente finalmente liberata dalle sue rabbie, comunque sfogate in tutto l’album. Chiude in bellezza, abbandonando quel senso di durezza che ha caratterizzato l’intero capolavoro.

Un album da debutto che distinguerà la band da tutto ciò che si sente ora in giro. Un lavoro da definire uno dei più visceralmente impegnativi degli ultimi anni del rock britannico.

Sonia Carrera

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