Bertone verso il conclave, le accuse ai media

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Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di stato della Santa Sede

Roma – Bertone e Lombardi, segreteria di stato e ufficio stampa, alleati in vista del conclave per tenere al sicuro i cardinali dal bombardamento mediatico di questi giorni. Ancor più, per preservare la scelta del pontefice dalle interferenze esterne, un’attenzione che nella Chiesa è presente da sempre. Fughe di notizie su pedofilia e omosessualità, documenti riservati sullo Ior e sulle dimissioni di papa Ratzinger: tutti temi delicatissimi che Bertone vuole tenere ben lontani dal conclave e dai confratelli cardinali.

La posizione della segreteria di stato guidata dal cardinale Bertone è stata affidata a una nota stampa dai toni durissimi. Il bersaglio sono le notizie  «non verificate, o non verificabili, o addirittura false», che potrebbero comportare anche «grave danno di persone e istituzioni». La nota ha anche dipinto le ingerenze storiche nell’elezione del pontefice, ricordando quando gli stati e i poteri secolari cercavano di aver peso nella scelta, e l’ha paragonate all’attuale tentativo di ricorrere all’opinione pubblica per la stessa influenza: «è deplorevole che, con l’approssimarsi del tempo in cui avrà inizio il conclave e i cardinali elettori saranno tenuti, in coscienza e davanti a Dio, ad esprimere in piena libertà la propria scelta, si moltiplichi la diffusione di notizie» non solo non rispondenti al vero ma anche pericolose.

Anche padre Lombardi, responsabile della sala stampa del Vaticano, ha emesso una dichiarazione sull’argomento, andando a rafforzare il messaggio di Bertone e dando prova dell’unità del fronte ecclesiastico: «non manca chi cerca di approfittare del momento di sorpresa e di disorientamento degli spiriti deboli – ha detto Lombardi – per seminare confusione e gettare discredito sulla Chiesa e sul suo governo, ricorrendo a strumenti antichi come la maldicenza, la disinformazione, talvolta la stessa calunnia, o esercitando pressioni inaccettabili per condizionare l’esercizio del dovere di voto da parte dell’uno o dell’altro membro del Collegio dei cardinali, ritenuto sgradito per una ragione o per l’altra».
Il messaggio neppure troppo celato che il Vaticano sembra voler trasmettere è chiaro: “notizie e informazione si ma nessuna strumentalizzazione. Questa volta non ne accetteremo”.

La polemica con i media è arrivata nello stesso giorno in cui una nuova tegola ha colpito il Sacro Collegio. Keith O’Brian, titolare della diocesi di Edimburgo, pare sia stato accusato di «comportamento inappropriato» in materia sessuale con quattro seminaristi degli anni ’80. Lo riporta il Guardian, secondo la cui ricostruzione i quattro avrebbero presentato la loro versione al nunzio apostolico per il Regno Unito, monsignor Mennini, chiedendo le dimissioni del cardinale. Tre sacerdoti e un ex-sacerdote che chiedono l’esclusione dal conclave di un porporato non è materia da ignorare; O’Brian è sempre stato un cardinale conservatore, ma di recente si è lasciato andare a commenti di apertura, ritenendo anche possibile l’apertura al matrimonio per i sacerdoti.

Andrea Bosio
@AndreaNIckBosio

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