Bersani e la sua indecisione per il Quirinale

Quirinale

Pier Luigi Bersani ( vita.it )

Roma - L’elezione del prossimo inquilino del Quirinale è sempre più vicina. Giorno dopo giorno emergono le posizioni dei partiti e dei singoli parlamentari. Tranne uno: il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani che si trova davanti ad un bivio.

La prima possibilità è eleggere un Presidente della Repubblica senza un’intesa con il Pdl. Il nome più probabile in questo caso è Romano Prodi, ma potrebbe anche essere Rodotà, Caselli o Zagrebelsky se uno di loro dovesse vincere le quirinarie e il Pd decidesse di appoggiare il candidato grillino. Se il vincitore delle quirinarie del Movimento 5 Stelle sarà invece Romano Prodi anche i deputati e senatori grillini lo voteranno rendendo così la sua elezione matematicamente possibile. E non è da escludere un eventuale appoggio di Scelta Civica.

Il diretto interessato continua a negare: «Non ho nessuna candidatura al Quirinale, sto semplicemente a guardare» (13 Aprile); «Non me ne sono curato, come vedete parliamo d’altro» (11 aprile); «Il mio impegno è totalmente rivolto al di fuori dei confini , credo che ciascuno debba capire cosa deve fare nelle diverse fasi della sua vita» (7 marzo); «Ho un programma di viaggi e conferenze all’estero molto nutrito. E poi l’impegno africano è sempre più pesante. Per ora penso solo solo a questo» (6 marzo). Ma se fosse eletto una sua rinuncia appare molto improbabile.

In questo caso la conseguenza sarebbe una sola: elezioni politiche anticipate. Gli esponenti del Pdl lo stanno dicendo chiaramente: «È di tutta evidenza che l’elezione di un Capo dello Stato non condiviso porta direttamente al voto anticipato» (Altero Matteoli, senatore Pdl, 15 aprile); «Prodi è una scelta legittima, ma che va inevitabilmente verso la fine della legislatura. Prodi non è un candidato su cui si può cercare l’accordo con il centrodestra. C’è una storia che conta. Non possiamo trattare le elezioni del presidente della Repubblica come se fossero un congresso di partito, questo è l’appello che lanciamo ancora una volta al Pd. Il Pd può utilizzare questa situazione, ma non può approfittarne oltre misura. Potrebbe dare al Pdl una rosa di nomi tra cui scegliere, che significherebbe fare un presidente insieme e decidere con un criterio» (Gaetano Quagliariello, senatore Pdl,15 aprile).

Bersani fino ad ora non si è espresso, per quale motivo? Perché sa benissimo che andare a votare a breve per lui significa andarsene a casa.

Quirinale

Anna Finocchiaro ( style.it )

La seconda possibilità invece è trovare l’accordo al Quirinale con il Pdl eleggendo uno dei nomi graditi al centrodestra ovvero Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Luciano Violante, Franco Marini ed Anna Finocchiaro. Quest’ultima piace molto soprattutto a Maroni: «Vedrei bene anche una donna, ho già indicato tempo fa Anna Finocchiaro. Perché è una persona equilibrata e di buonsenso, non è mossa da pregiudizi nei confronti del fronte opposto e penso che farebbe molto bene. Poi è una donna e quindi ha una marcia in più» (17 Gennaio). E anche in altre occasioni il leader della Lega ha fatto riferimento alla Finocchiaro: «Chi andrà al Quirinale non lo so: mi piacerebbe una donna, per discontinuità» (19 febbraio); «Io ho detto che al Quirinale preferirei una donna» (13 marzo); «Nella mia esperienza di collaborazioni che ho avuto, le donne hanno sempre avuto non una, ma due marce in più. Mi piacerebbe vedere una donna presidente. Non faccio nomi né cognomi, sennò si scatenano polemiche. Ma li ho in mente» (4 aprile).

Se si realizzasse l’ipotesi dell’accordo con il centrodestra il prossimo Capo dello Stato potrebbe ridare un pre-incarico a Bersani che questa volta potrebbe contare sui voti del Pdl per formare un governo. Il segretario del Pd continua a negare ogni possibilità di convergenza con la destra delle «demenziali panzane», ma se fosse così convinto della sua chiusura a Berlusconi allora non si spiega perché l’abbia recentemente incontrato e perché non abbia ancora detto chiaramente e pubblicamente il nome del suo candidato al Colle.

Non è un caso che nel frattempo il sindaco di Firenze Matteo Renzi abbia bocciato proprio Franco Marini ed Anna Finocchiaro, due personaggi che potrebbero dare una seconda chance a Bersani. Al rottamatore infatti lo scenario delle elezioni anticipate piace perché sa benissimo che il candidato premier del centrosinistra, con forti probabilità, sarà lui.

                                                                                                                                         Giacomo Cangi

foto: vita.it;  style.it

 

 

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