Bersani e le sottoscrizioni no-Cav: il collante che sostituisce (male) la politica

bersani

Pier Luigi Bersani, segretario Pd

Roma – Dieci milioni sì, 10 milioni no. Vai tu a sapere quanti sono davvero i firmatari della sottoscrizione lanciata a inizio anno dal Pd e promossa a suon di gran cassa dal suo segretario, Pier Luigi Bersani, per chiedere “le dimissioni di Berlusconi”. Il buon Gigi, tre giorni fa ha esultato affermando che il quorum delle sottoscrizioni era stato raggiunto: 10 milioni, appunto. Una cifra che – tanto per capirci – se fosse vera, corrisponderebbe a 20 volte quella necessaria per l’approvazione di un referendum: 500 mila firme… Se fosse vera, ma il dubbio viene.

I firmatari – A partire dagli autografi raccolti on-line sul sito del partito. Pare che nella foga di cercare adesioni nessuno dei piddini si sia preoccupato di controllare le sigle. Risultato: qualche giorno fa, nel Web apparivano i nomi più improbabili. Citando in ordine sparso: Marcello Dell’Ultri teneva la mano a Giuseppe Mazzini, Benito Mussolini e Vittorio Emanuele II di Savoia. Adolf Hitler era accanto a Pippo Baudo mentre Geppetto Mastro faceva mostra di sé con Brigitte Bardot e Muhammar Gheddafi. Senza contare i veri burloni: da quello di “Ho firmato 300 volte XD” a quell’altro “Le firme sono tutte false” e giù a seguire.

Le repliche – Difronte a tali buffonate, il buon Gigi ha provveduto affinchè le liste fossero ripulite, azione compiuta in mezza giornata segno che i controlli avrebbero potuto essere capillari. Poi – con la stessa gran cassa – ha accusato i quotidiani Libero e Il Giornale di aver boicottato la raccolta per screditare la mobilitazione. Sarà. Certo è che l’incuria dimostrata dal Pd ha lasciato perplessi tutti coloro che hanno apposto con fiducia la firma “per la causa”. Che poi la causa sia resa realizzabile dalla raccolta, questa è altra faccenda.

La politica –  Già, perché a ben vedere l’impresa del buon Gigi non ha effetto politico. Non si tratta di un referendum nè di una pratica prevista dalla Costituzione. Il Parlamento non sarà tenuto a considerare le sottoscrizioni e tanto meno qualcuno potrà pretendere la rimozione del premier. Insomma, la raccolta dei firmatari è roba ben diversa dalla mozione di sfiducia nei confronti del presidente Berlusconi avvenuta meno di 3 mesi fa. Quella era un genuino atto politico mentre il faldone che il buon Gigi presenterà l’8 marzo a Montecitorio, assolutamente no. Dunque? Dunque la questione è sempre la stessa: quando la sinistra italiana riprenderà davvero a fare politica?

Le proposte – Che le piazzate e le sottoscrizioni attiviste siano un’antica tradizione dell’opposizione è cosa nota. Nulla da dire. Tutto fa brodo per radunare il popolo di compagni più disunito che la storia della Repubblica ricordi. Tuttavia, sarebbe ora che il Pd valutasse la possibilità di rinunciare all’inutile per concentrarsi sull’utile. Ovvero, piantarla di perdere tempo con Berlusconi (nascondendosi all’occorenza sotto le toghe della magistratura) e agire su altri fronti in prima persona. Scopo principale: vincere un’elezione qualsiasi, a cominicare dalla prossime comunali. A tal fine si potrebbero avanzare delle proposte.

Uno – Cogliere la palla al balzo offertagli dallo stesso premier. Il 26 febbraio scorso, Silvio Berlusconi, intervenendo al congresso dei Cristiano Riformisti, ha ribadito che il Governo non aprirà mai la strada al riconoscimento di coppie gay ed adozioni ai single. Perchè il buon Gigi non propone una azione programmatica sui temi dell’ammissione socio-economica delle coppie di fatto etero-omo e una serie di incentivi alla scuola pubblica? Otterrebbe subito un certo credito anche da coloro che non voterebbero mai sinistra.

Due – Da “grande partito progressista”, come il Pd ama definirsi, quando avanzerà in Parlamento un proposta di legge sui temi etici? Nello specifico: un testamento biologico che consenta a tutti di disporre del diritto al fine-vita senza dover dare conto al Vaticano dei fatti propri? Il disegno non passerebbe, ovvio. Ma sarebbe un bel precedente da presentare nel 2013 alle primarie.
Tre – In giugno si svolgerà il referendum su: introduzione del nucleare, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento. C’è da credere che l’attenzione del Pd si
concentrerà su quest’ultimo punto. Questioni di scelte. Certo è che il cittadino comune potrebbe essere più interessato ad un’ informazione completa sulla gestione dei privati nella fornitura di acqua potabile e su quanto questo peserà nelle bollette in futuro, piuttosto che sentir ribadire le solite lagne sull’allergia del premier ai tribunali. Magari lo stesso cittadino si convincerebbe anche a rinunciare ad una giornata di ferie in ragione di un voto informato. Chissà.

Sono solo delle idee. Se ne potrebbero intavolare molte altre, tutte quelle che sarebbero necessarie per un programma di Governo appetibile alla maggioranza di elettorato e che quasi certamente il Pd ignorerà. Perché? Perché per portare avanti piani programmatici serve un leader riconosciuto. E per avere quest’ultimo è necessario possedere una identità stabile invece che vivere nella schizofrenia di correnti e correntine tenute insieme con lo scotch dell’antiberlusconismo. E quando questo si sarà staccato, non ci sarà sottoscrizione che tenga.

Chantal Cresta

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3 Risponde a Bersani e le sottoscrizioni no-Cav: il collante che sostituisce (male) la politica

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    Stella 06/03/2011 a 19:15

    Lei segretario pier luigi Bersani,ha ragione in tutto che dice,ma secondo mia opinione come tutti la pensiamo in tanti modi,la mia ogni
    idea giusta ben fatta tante firme da parte dei cittadini questo vale non tanto per mandare via il premier Berlusconi,ma sicuramente l’idea positiva per capire la quantità di persone e la sostanza per andare alle urne quando ci sarrano. Saluto…

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  2. avatar
    rossa 06/03/2011 a 19:19

    Come sempre presentuoso, molto carino, fascino non manca mai!!!

    Rispondi
  3. avatar
    Chantal Cresta 06/03/2011 a 20:59

    Sì è vero. Certamente le firme autentiche non sono da mettere in discussione. Poco importa che siano parecchi milioni o qualche decina. Detto questo, non vedo la sostanza di cui parla Stella. Il giorno che il Pd metterà sostanza nelle sue proposte sarà anche il giorno che comincerà ad essere un’alternativa per la nazione.

    P.S. Chiedo scusa a Rossa. Non ho afferrato il soggetto del commento. Se volessi riprenderlo per ulteriori 2 chiacchiere, io sono qui.

    Rispondi

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