Berlusconi:così l’Italia si cala le braghe difronte al mondo

Da sinistra: Il presidente francese, Nicholas Sarkozy e il premier Silvio Berlusconi

Roma – Appello a tutti gli antiberlusconiani doc: dove siete? Dove sono i cartelli, gli slogan, i cortei? Non erano le sinistre a volere le dimissioni del Cav.? Ebbene, per come il premier sta gestendo l’emergenza Lampedusa, quella immigrati e i rapporti con la Nato e l’Europa sul caso Libia, ce ne sarebbe abbastanza per cui agitarsi (a ragione) nel prossimo ventennio.

Lampedusa – Questa bellezza nel Mediterraneo è stata lasciata a se stessa. I suoi cittadini abbandonati e sequestrati a casa loro da orde di clandestini (questo sono i tunisini) molti dei quali avvezzi per necessità o abitudine a furti e rapine. D’altronde, gli immigrati non se la passano meglio: più di 6.000 persone senza riparo, ristoro e ora anche senza cibo. Gli aiuti tardano ad arrivare e attualmente vi sono 2.000 migrati a stomaco vuoto. C’è da chiedersi cosa faranno quando la fame li farà diventare aggressivi contro i lampedusani già sull’orlo di una crisi di nervi. Oggi arrivano le famose 6 navi della San Marco per lo sgombro dell’isola ma la domanda è inevitabile: era necessario arrivare all’esasperazione di tutti?

Il Governo non si è visto catapultare sulle coste la nuova Babele senza preavviso. Lo sapeva. Cosa aspettava a prendere provvedimenti più rigorosi? A mattersi in contatto prima con Tunisi per bloccare gli sbarchi? A minacciare prima il rimpatrio forzoso di tutti i migrati non aventi diritto d’asilo? L’aiuto della UE? Questa barzalletta di Unione che impone le dimensioni dei broccolletti e poi se ne frega delle emergenze umanitarie a meno che non siano le libanesi annaffiate di petrolio?

O magari Berlusconi aspettava la collaborazione del presiendete francese Nicholas Sarkozy. Questo furbetto dell’Eliseo che ha passato anni a bacchettarci – ditino moralista puntato compreso – sugli obblighi dell’accoglienza e poi chiude le frontiere al confine con Ventimiglia. In Francia non solo non si passa ma chi viene pescato senza documenti è rispedito subito al confine italiano. Senza cibo, acqua e anche a piedi se necessario. Bella accoglienza!

Nato – Non che la Comunità Internazionale ci prenda più sulserio. Due giorni fa siamo stati esclusi da una videoconferenza dei Paesi Membri alla vigilia del summit di Londra. C’erano le nazioni permanenti alla Sicurezza: USA, Inghilterra e Francia. E quella temporanea, Germania. Nulla di strano che l’Italia non partecipi se fossimo in tempi d’equilibrio internazionale. Ma oggi siamo in guerra contro la Libia di Gheddafi. L’Italia ha ricevuto il comando del controllo navale e non poteva mancare ad un incontro del genere. Tanto più che si trattava di convincere la riluttante Angela Merkel a portare la Germania, astenutasi dalla guerra, ad unirsi agli alleati. Una convincimento per cui il ministro degli Esteri, Franco Frattini, lavora da giorni nella speranza di attuare un asse italo-tedesco al fine di far prevalere la linea della diplomazia contro il raìs e consentire al nostro paese di avere un ruolo essenziale in Europa. Poi è arrivato Sarkò.

Questo Mandrillone dall’erre moscia, battutto alla grande nelle recenti amministrative di casa (l’Ump ha fatturato meno del 19% dei voti), ha una enorme urgenza di lustrarsi l’immagine politica. Per fare ciò, è convinto che nulla sia meglio che avviare una guerra, prenderne il controllo, sconfiggere Gheddafi a suon di cannonate e ritornare in patria (senza clandestini) come il novello eroe dei 2 mondi alla flambé. Magari ha ragione, fatto sta che a Londra è passata la linea dell’intervento attivo, ossia bombardare il Colonnello finchè non cede. Quindi niente dialogo. Qunidi l’Italia, che aveva una posizione di vantaggio nella vicenda in virtù dei suoi ex rapporti d’amicizia con il dittatore, non serve più o quasi. Insomma, siamo quasi fuori. L’unico piedino che ci è rimasto è quello di Frattini delegato ad agevolare sottobanco il dialogo tra ribelli e regime. Senza fare troppo rumore, però, perché la grandeur deve essere tutta per il Pollo francese.

DA sinistra: Pier Luigi Bersani, segretario Pd e Antonio Di Pietro, leader IDV

Nuova domanda: perché il Berlusca non dice una parola? Perché non ha messo le palle sul tavolo e non ha imposto le regole del proprio gioco? Primo: se voi ci escludete noi ritiriamo la nostra base operativa a Napoli. Arrangiatevi. Secondo: se il Trombone francese non scende a compromessi sulla questione immigrati e non convince la UE a fare lo stesso, noi recuperiamo tutti gli sbarcati, arrivati con lo scopo di approdare in Francia e Germania e ve li scarichiamo alle porte di casa. E dopo averli rifocillati ricordiamo loro che – secondo accordi europei – chi ha parenti in uno Stato dell’Unione ha il diritto di chiedere il ricongiungimento. Allora vedremmo chi esclude chi.

Ma… – Ma Berlusconi non è in grado di fare nessuna di queste cose. Non è in grando di fare la voce grossa e tanto meno di essere credibile di fronte ad una Francia che ci sfida ogni giorno ed una Europa che ci sbertuccia nell’anniversario dei nostri 150 anni. E la sinistra non è migliore, presa com’è dalla sua solita afasia. Nulla sa dire e tanto meno fa. Neppure un gazebo di raccolta firme. Santo Cielo, se non ora quando?! … Ma che vadano tutti Fora Da’i Ball!

Chantal Cresta

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