Berlusconi strumentalizza la manifestazione “Se non ora quando?”

Gianfranco Fini, presidente della Camera

E infine parla della proposta di Gianfranco Fini di dimettersi entrambi, che secondo il premier è irricevibile, e poi di andare subito alle elezioni. «E’ una cosa paradossale dal punto di vista istituzionale che il Presidente della Camera abbia chiesto le dimissioni del Presidente del Consiglio auspicando una crisi extraparlamentare. Non si è mai visto nella storia repubblicana fondare partito e trasformare terza carica in un partito. E’ una proposta irricevibile –ha detto amaro Berlusconi – perché non ho tradito il mandato elettorale, non ho sabotato il Governo e le riforme, non ho usato la mia veste istituzionale per ordire complotti e ribaltoni politici. Credo sia arrivato il momento per tutti di verificare se il nuovo ruolo che si è ritagliato Fini sia compatibile con quello di Presidente superpartes previsto dalla Costituzione”.

E contro la manifestazione “Se non ora quando?” ci sono state le condanne anche di molti altri esponenti del Pdl. Una condanna senza appello. Fabrizio Cicchitto ha dichiarato che in piazza c’è «lo schieramento anti-berlusconiano fondato sulla sinistra a testimonianza che è essa, insieme ad un nucleo di magistrati politicizzati, ad aumentare

La raffinata Daniela Santanchè

sempre più la tensione ampliando i termini dello scontro politico». Mentre le donne del partito di Berlusconi, demonizzano il movimento spontaneo delle donne. Daniela Santanchè ha ribadito ieri che a far scendere le donne in piazza è solo «l’odio nei confronti di un uomo e non l’amore per le donne stesse». Mentre il ministro Mara Carfagna, crede che  le mobilitazioni sono una “occasione sprecata” in quanto si sono rivelate essere solo «l’ennesimo corteo contro il governo democraticamente eletto», però a differenza della Santanchè ne riconosce anche dei lati positivi, in quanto hanno «avuto il merito di sollevare un dibattito tra le donne molto vivo e partecipato, di unire generazioni diverse nel discutere di condizione femminile e libertà». Mentre le finiane della fondazione Farefuturo, attraverso il suo sito web definiscono l’evento come «la più grande manifestazione patriottica cui l’Italia abbia assistito negli ultimi quindici anni».

Dopo anni di immobilismo e di accettazione passiva dell’idea politica e sociale delle donne, sembrerebbe che vi sia un reale risveglio di quell’ideale di parità tra sessi che iniziato negli ’70 non è ancora del tutto radicato e germogliato nella nostra società. L’anti-berlusconismo, come modello politico e di organizzazione della società, potrebbe essere la chiave di svolta necessaria per svecchiare l’Italia e rimodernarla in senso paritario per genere, di meritocrazia come sistema e di vera democrazia.

Sabina Sestu

Foto: multimedia.quotidiano.net; candidonews.files.wordpress.com; media.panorama.it; 1.bp.blogspot.com

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