Berlusconi strumentalizza la manifestazione “Se non ora quando?”

Donne e uomini alla manifestazione del 13 febbraio

Roma – Le donne scendono in piazza per rivendicare la reale uguaglianza fra i sessi e il diritto al rispetto della metà femminile del cielo. Un milione di rappresentati del “ gentil sesso” e di uomini “amici delle donne” si sono incontrati per discutere e confrontarsi. E il vero promotore di questa manifestazione, colui che con il suo atteggiamento ha scatenato questa nuova ondata di femminismo, attacca a testa bassa il movimento: «mi è sembrato un pretesto per sostenere il teorema giudiziario che non ha nessun riscontro nella realtà: una mobilitazione di parte, faziosa, contro la mia persona da parte di una sinistra che cavalca qualsiasi mezzo per abbattermi». Il premier Silvio Berlusconi, si sfoga da Maurizio Belpietro, usando uno strumento a lui ultimamente molto caro, il collegamento telefonico. Nella trasmissione “Mattino Cinque”, il capo del Governo definisce una “vergogna” le manifestazioni di ieri delle donne. “Tutte le donne che hanno avuto modo di conoscermi – ha concluso sulla vicenda – sanno con quanta considerazione e rispetto io mi rapporto con loro”.

È vero che pubblicamente tutte le donne coinvolte, a vario titolo, con il nostro presidente del Consiglio lo hanno sempre difeso, ma è difficile dimenticare l’intercettazione telefonica della Minetti in cui ha usato termini molto duri e poco “carini” nei confronti del premier. Così come è difficile dimenticare tutte le battute maschiliste e denigranti nei confronti delle donne e dei “diversi” che sono uscite dalla bocca di Berlusconi dalla sua discesa in campo finora. Il milione di manifestanti che ieri si sono incontrati in molte piazze italiane dimostrano che il comportamento di Silvio Berlusconi infastidisce, urta la suscettibilità, offende e denigra tantissime donne, ma anche tanti uomini che non condividono il suo pensiero, non solo politico ma soprattutto di atteggiamento verso le donne.

Maurizio Belpietro, conduttore di Mattino 5

Ma il premier, durante la telefonata alla trasmissione di Belpietro Mattino 5,  non si limita ad attaccare la manifestazione di ieri. Berlusconi parla anche del pensiero del Presidente Napolitano sullo scioglimento delle Camere e quindi della fine anticipata della legislatura.  «Non credo che questo sia nei pensieri del Presidente Napolitano – ha affermato il presidente del Consiglio – nell’ultimo colloquio al Quirinale mi ha garantito che finché c’è un Governo che lo governa e una maggioranza politica non esistono motivi per scioglierle – e ha concluso dicendo che – senza una formale crisi del Governo per interrompere anticipatamente la legislatura occorre che il Presidente della Repubblica consulti i Presidenti delle Camere e il Presidente del Consiglio». Berlusconi dichiara che il suo governo non ricalca quello che accadde nel ’94 quando Scalfaro sciolse le Camere senza crisi formale poiché «ebbe l’assenso di Ciampi, che acconsentì dicendo che la funzione del governo era esaurita», al contrario il suo è un governo «nella pienezza delle funzioni – ha continuato deciso – c’è molta confusione ma io ho le idee chiare: il Paese ha bisogno di un Governo stabile che porti a compimento le riforme a partire da federalismo che è in dirittura d’arrivo».

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