Berlusconi rassicura l’Italia: nessun personaggio compromesso nelle liste

Secondo il nostro presidente del Consiglio la gestione della cosa pubblica dovrebbe avvenire secondo regole certe e con la dialettica parlamentare tra maggioranza e opposizione

di Sabina Sestu

L’Italia è nuovamente travolta da uno scandalo di ampie proporzioni. Uno scandalo che investe diversi settori della pubblica amministrazione, ma il nostro presidente del Consiglio rassicura gli italiani che non ci sarà una seconda tangentopoli. I recenti casi di corruzione che hanno investito la nostra protezione civile, sembrano lasciare indifferenti la nostra classe politica, che appare più preoccupata di mantenere lo status quo, piuttosto che di ripulire dalle macchie, sempre più scure, le pagine della odierna politica italiana. La spartizione degli affari che riguardano la ricostruzione delle zone colpite da disastri naturali e di luoghi disagiati del nostro paese, dovrebbero scandalizzare non solo i diretti interessati, ma tutta l’opinione pubblica. Gli italiani sembrano, però, più attenti alle sfide canore del festival di Sanremo che ai propri interessi di cittadini e al malgoverno dei politici.

Silvio Berlusconi ha minimizzato i casi di corruzione nella pubblica amministrazione, affermando che si tratta di casi isolati che non investono la totalità della gestione della cosa pubblica. «L’idea fondata del Pdl è di mettersi al servizio del bene comune. Questa non può essere cancellata dagli ultimi fatti –  afferma il premier Silvio Berlusconi nell’intervento telefonico al convegno di Rete Italia a Riccione – anche se c’è qualcuno che approfitta della sua posizione per interesse personale. Voglio rassicurare che alle porte non c’è una nuova tangentopoli, ma casi isolati che vanno perseguitati e sanzionati. Noi siamo garantisti, ma anche assolutamente attenti su questo argomento» ha commentato il premier. I recenti casi di cronaca, però, dimostrano che gli eventi isolati, invece, sono quelli di una gestione pulita e votata al bene comune piuttosto che il contrario.

A Milano, infatti, sono stati arrestati un esponente del Pd e uno del Pdl per corruzione, oltre ad alcuni funzionari pubblici, per i lavori riguardanti il Parco Sud del capoluogo lombardo. Se a questo aggiungiamo i casi di Nicola Cosentino, accusato di avere stretti rapporti con il clan dei casalesi, e di Totò Cuffaro anche lui in odor di partecipazione mafiosa, possiamo affermare che in Italia non passa giorno che qualche scandalo politico riempia le prime pagine dei giornali.  Valgono quindi poco le rassicurazioni fatte dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha dichiarato: «Nelle nostre liste non inseriremo nessun personaggio che sia compromesso in modo certo», visto e considerato che lui stesso è stato più volte accusato dalla magistratura di corruzione e di usare il potere politico per i suoi interessi personali. È difficile dimenticare, poi, che il suo ingresso in politica è stato dettato dalla paura di essere processato per aver ricevuto favori politici e leggi ad hoc per i suoi affari.

«Come se ci fosse una furia autodistruttrice che annulla i risultati, che travolge tutti gli sforzi che si fanno per migliorare il nostro paese, si cerca di far apparire una delle pagine più nobili della nostra storia recente come una storia di affari sporchi e di corruzione». Silvio Berlusconi, come al solito, si difende attaccando l’opposizione e il potere giudiziario accusandoli di gettare fango sulla sua persona, sul suo partito e sulle politiche da lui portare avanti. Difende a spada tratta tutti i suoi accoliti, ma propone leggi per salvare sé stesso e i suoi più fedeli alleati, come è successo poco tempo fa con la legge sul processo breve.

Prodi ha prontamente risposto alle parole del premier dichiarando: «Di malgoverno gli italiani ne hanno conosciuto uno solo: quello di Silvio Berlusconi, il premier delle promesse disattese, impegnato a difendere con le unghie e con i denti le proprie aziende prima e se stesso dopo. Contro la giustizia e senza rispetto dei valori di cui si riempie la bocca». In tutti questi botta e risposta tra i due schieramenti una sola cosa è certa, che a fare le spese di corruzione e malgoverno è un intero paese, la nostra bellissima Italia.

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