Berlusconi, perchè gli italiani non distinguono l’uomo dal politico

Berlusconi è un prodotto in costante campagna di promozione. Gli italiani il suo target

di Chantal Cresta

on-silvio-berlusconi-a1Quando il presidente del Pd, Rosy Bindi, vide le immagini del premier Silvio Berlusconi, sanguinante dopo l’aggressione ad opera di Massimo Tartaglia, avvenuta a Piazza del Duomo lo scorso 13 dicembre, commentò l’accaduto con in un’intervista a La Stampa e lo fece con molta sincerità e poca misura. Il gesto è da “condannare” ma Berlusconi “non faccia la vittima, è uno degli artefici di questo clima violento”.

Ammesso abbia un senso scaricare la colpa di un’aggressione sull’aggredito invece che offrire a lui la più comune pietas, è pur vero che il commento della Bindi ha la sua verità.

La battuta sembra essere stata motivata più da un biasimo ed un risentimento di natura personale nei confronti dell’uomo Berlusconi, piuttosto che da una genuina riflessione politica sulle scelte del Governo.

D’altronde la Bindi non è l’unica a confondere i giudizi istituzionali con giudizi di carattere personale quando l’oggetto del dibattito è Silvio Berlusconi. Pare che un po’ tutta Italia sia affetta da questo errore mediatico.

Ora, stabilito che il presidente del Pd non è una sciocca, come non lo sono la gran parte dei cittadini di questo paese, sarebbe interessante capire quale sia l’origine di tale confusione. Quando si discute di Silvio Berlusconi non di dibatte mai del politico, del premier, del capo del Governo, ma si parla del Cavaliere come uomo, imprenditore, provocatore irriverente e ogni altra immagine che lo stesso presidente del Consiglio ha voluto dare di sé.

Silvio Berlusconi non è un politico, è un prodotto, ideato e confezionato da lui stesso: il suo nome è il suo brand, il suo partito è il suo logo e il suo volto è la sua immagine sempre nuova e sempre uguale come ci ha dimostrato quel sangue colato sul viso che, infatti, egli non ha esitato ad esibire. Poi, il premier è anche uno splendido comunicatore e, come ogni buon pubblicitario, sa che il modo migliore per “piazzare” un prodotto è suscitare nel proprio target di riferimento un’emozione. Poco importa se positiva o negativa, basta che sia forte, meglio ancora se accecante come l’odio o l’amore. Non è un caso, infatti, se la prima dichiarazione pubblica dopo l’aggressione è stata: “[…] l’amore sconfigge l’odio”, un’affermazione quanto meno veritiera poiché in essa esiste tutto il fenomeno Berlusconi.

Eppure, basterebbe un po’ di sana ragionevolezza per porre un freno alle ondate emotive suscitate da questa perenne campagna di marketing che perdura da più di un decennio. Sarebbe sufficiente che l’opposizione puntualizzasse la scarsezza politica e sociale dei governi berlusconiani ed offrisse agli elettori delle alternative concrete e plausibili. Invece la sinistra, in totale necrosi, nulla è riuscita a fare se non assecondare il fattore emotivo costruito da Berlusconi poiché anch’essa, in lui, trova ancora un motivo di unità.

E così, l’Italia si divide in due: c’è chi demonizza Berlusconi e chi lo osanna. Coloro che contro di lui organizzano “No B day” e coloro che risponderebbero con un “Sì B day”. Quelli che lo vogliono finito, allontanato, che lo detestano e si auspicano il peggio. E quelli che lo acclamano come la vittima della magistratura, icona della società italiana e una grande personalità incompresa.

Tutti sembrano coinvolti in questo delirante consumo del prodotto Berlusconi e nessuno sembra volersi porsene al di fuori, fosse solo per osservare le vicende italiane da un’altra prospettiva.

E lui? L’uomo forse ringrazia, il prodotto invece prepara la prossima mossa che farà ancora e di nuovo parlare di sé. Perché Berlusconi è, ormai un tratto distintivo di questo paese, una pop star che incarna  i difetti più oscuri o i pregi più degni dell’animo italiano, a seconda dell’idea che di lui si ha.

La Bindi ha ragione: Berlusconi ha una colpa, se di colpa si può parlare, ed è quella di aver fatto bene il suo mestiere, che non è il politico, ma il promoter di se stesso.

Lui è stato bravo. Noi, che gli abbiamo dato corda per anni, accettando di diventare il suo target e facendo di lui (nel bene o nel male) un simbolo nazionale, lo siamo stati molto meno.

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2 Risponde a Berlusconi, perchè gli italiani non distinguono l’uomo dal politico

  1. avatar
    Maurizio 19/12/2009 a 19:55

    Simbolo nazionale questo Clown di Terza Categoria??????????? Dove le vendono le statuette del Duomo?

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  2. avatar
    the_highlander 21/12/2009 a 09:45

    Mi sembra un’analisi ben pensata. Tra l’altro il commento di Maurizio ne fa da supporto!

    Rispondi

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