Berlusconi e Renzi, nuovo incontro a Parma

Un fotogramma dell'evento di ieri, con Renzi che giunge nel teatro di Parma, mentre Berlusconi è già seduto (Foto: la Repubblica)

Parma – Una serata di cultura e spettacolo, quelli di ieri a Parma, che ha assunto improvvisamente i connotati di un summit politico. Alla commemorazione del centenario della nascita di Pietro Barilla, fondatore del noto pastificio emiliano, è avvenuto un fugace incontro tra due dei protagonisti dell’attuale scenario politico: Silvio Berlusconi, ex premier e uscito solo parzialmente sconfitto dalle scorse elezioni, e Matteo Renzi, sconfitto alle primarie del Pd ma sempre più legato al futuro del partito.

Tra i due, a quanto pare, c’è stata prima una stretta di mano, e solo alla fine dell’evento (durato circa due ore) un nuovo incontro, in forma strettamente privata, sul quale tuttavia nessuno dei due ha voluto parlare alla stampa. Per il sindaco di Firenze, tuttavia, c’è stato il tempo di approfondire meglio la congiuntura istituzionale di questi ultimi giorni, che culminerà fra due giorni con l’inizio delle operazioni elettorali per la scelta del nuovo presidente della Repubblica.

«Le questioni politiche di queste ore Berlusconi non le affronta con me, ma con Bersani. Ho incontrato Berlusconi, così come ho incontrato Montezemolo e altri. L’avevo già incontrato tre anni fa in un celebre incontro ad Arcore, ci siamo salutati con cordialità». Queste le parole del 38enne rottamatore, per il quale – dopo il fuoco incrociato proveniente da Bersani, Marini e Finocchiaro (che l’hanno definito, nell’ordine, «irresponsabile» e «miserabile») – resta una parola d’ordine unica e chiara, «fare presto» per consegnare un accordo di governo chiaro e stabile al Paese.

Alla manifestazione erano presenti moltissimi industriali, compreso il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, che ha sostenuto la candidatura di Mario Monti nel voto del 24 e 25 febbraio, e che a sua volta ha incontrato Berlusconi e Renzi. Una grande riunione politica “sottobanco”, si potrebbe dire, in barba a Pier Luigi Bersani che, se fallisse l’elezione di un candidato di bandiera al Quirinale, vedrebbe la sua posizione di segretario e leader del Partito Democratico ancor più in bilico.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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