Berlusconi, dubbi sui suoi uomini?

Le inchieste fanno tremare il governo. Il presidente del Consiglio prepara le alleanze per il futuro. Casini e Rutelli gli interlocutori principali

di Nicola Gilardi

Al centro Diego Anemone, capo della "cricca"

Il caso della “cricca” potrebbe aprire un vaso di Pandora nella politica italiana. Dalle indagini, infatti, emergono molti lavori a uomini politici e prelati che potrebbero nascondere favori e ricatti. La sensazione è che presto qualche altro “scandalo” potrebbe far vacillare la politica e, forse, anche il Governo Berlusconi.

Il premier questo lo sa e ne è molto preoccupato. Secondo alcuni, in un momento di sfogo, avrebbe detto: rubano tutti, o quasi tutti. Su Scajola, poi, dopo le dimissioni, ha preferito non dire nulla, anche se in privato avrebbe sottolineato che l’esperienza dell’ex ministro in politica è finita. Parole che suonano come una scomunica dal partito.

L’avanzamento delle inchieste potrebbe colpire degli altri politici, fra i quali anche gli uomini del governo. Gli inquirenti stanno, ad esempio, facendo luce su alcuni lavori di ristrutturazione nelle abitazioni di Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile e uomo di fiducia di Berlusconi. Ma la lista dei coinvolti è molto lunga perché gli interventi di ristrutturazione che sono al vaglio della Guardia di Finanza sono circa 370.

Se qualche altra indagine dovesse colpire il governo, il colpo sarebbe davvero duro, soprattutto di fronte all’opinione pubblica. Quando la classe politica della prima Repubblica venne decapitata dall’inchiesta “Mani pulite” nei primi anni ‘90, Silvio Berlusconi, si presentò come il “nuovo”, un uomo estraneo ai fattacci della politica di allora. Qualche altra “scossa” potrebbe offuscare, però, l’immagine del suo partito. Il problema, oltre che morale, sarebbe anche politico. Si possono, infatti, immaginare le reazioni possibili dei finiani, da sempre fautori della legalità e gli attacchi dell’opposizione, primo fra tutti Antonio Di Pietro.

Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc che diventerò il partito della Nazione

Questi scenari non hanno lasciato indifferente il presidente del Consiglio, che ha iniziato a tessere una tela di relazioni che potrebbero portare a delle alleanze politiche. I due referenti principali sono Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini. Fra i due, comunque, Berlusconi punta sul leader dell’Udc, partito che presto vedrà una fase di rinnovamento.

L’auspicio del premier è quello che il figliol prodigo, Casini, possa tornare a casa e confluire nel Pdl. In questi anni, però, il leader dell’Udc ha spesso criticato il governo anche con toni aspri, ma soprattutto resta da vedere come potrebbe digerire il fatto di sottoporsi alla leadership ferrea di Berlusconi.
Ancora incerto è il futuro dei finiani. È indubbio che ci sia una vicinanza di pensiero molto forte con l’Udc e non è da escludere che nel nuovo partito possa confluirvi il presidente della Camera con tutti i suoi uomini.

Il premier sembra quasi cercare una via di fuga che gli permetta di restare a galla se la nave del governo dovesse affondare. Il rischio di isolamento, infatti, è forte. Oggi l’unico alleato, la Lega Nord, sembra essere fedele a Berlusconi, ma se il federalismo fiscale non dovesse andare in porto, questo accordo potrebbe saltare.

Nella politica, insomma, si fanno i conti sul futuro, perché il passato, ma anche il presente non è così roseo.

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2 Risponde a Berlusconi, dubbi sui suoi uomini?

  1. avatar
    ermione 14/05/2010 a 09:06

    penso sia facile che il casini confluisca di nuovo nel pdl di berlusconi, anche perchè sono fatti della stessa pasta, fino a ieri il casini garantiva a spada tratta sulla integrità morale del cannolaro siciliano cuffaro, che poi e stato condannato a 5 anni di reclusione confermata in appello per associazione con la mafia,poi la lega nord che criticavano alcune france dei servizi pubblici di nepotismo cosa fa, candida il trota e lo fa eleggere (per carita forse senza brogli conoscendo l’elettorato della lega)ma candidare uno che non sa nemmeno aprire bocca come consigliere della lombardia altro che nepotismo, e questi dovrebbero fare le riforme? poveri noi

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  2. avatar
    Nicola Gilardi 14/05/2010 a 10:45

    Grazie per il tuo commento Ermione

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