Berlusconi contestato alle celebrazioni dell’Unità d’Italia

ROMA – «Dimissioni», «Bunga-bunga», «Vai in tribunale». Sono stati questi i messaggi rivolti al premier durante le celebrazioni per il 150esimo anno dell’unificazione. Il momento di maggiore contestazione si è avuto all’uscita del Museo della Repubblica Romana, a Porta San Pancrazio, dove molti cittadini gli hanno rivolto i propri commenti.

Nella Piazza del Gianicolo un gruppo di persone ha cercato di srotolare uno striscione contro il nucleare, criticando la scelta del governo di proseguire la costruzione delle centrali atomiche. Berlusconi però, ha trovato il tempo per scherzare con alcuni cittadini che gli hanno mostrato solidarietà: «Vado avanti. Non lascio il Paese ai comunisti».

A Padova, invece, alcuni venetisti hanno fischiato l’inno di Mameli. I carabinieri li hanno bloccati e allontanati. Ma non è l’unico caso. Il quotidiano La Padania ha dedicato un titolo molto provocatorio all’Unità d’Italia: «Festeggiamo l’addio ai parassiti uniti nel federalismo».

Una trentina di milanesi, invece, ha contestato il capogruppo al comune di Milano, Matteo Salvemini, intonando l’inno d’Italia e gridando «Vergogna». Pronta la risposta del leghista: «Squadristi».

Redazione

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