Berlusconi a tutto campo: l’appoggio al presidenzialismo

berlusconi (corriere.it)

Il senatore Berlusconi propende per il presidenzialismo

Roma – La preannunciata bagarre istituzionale sulle riforme della Costituzione – quelle volute dal governo e dai partiti senza che nessuno consultasse gli italiani – è appena iniziata ma ha già i suoi big in campo. Oggi si è decisamente schierato infatti Silvio Berlusconi, il leader del Pdl, uno dei principali supporter del governo Letta; l’ex presidente del Consiglio dei ministri ha sottolineato come sia importante «portare il nostro paese all’elezione diretta del capo dello Stato», una netta posizione che è già da tempo nei programmi del Cavaliere.

È un Berlusconi disteso e distensivo quello che si è presentato ai microfoni di T9, per un’intervista già ripresa dalle agenzie prima ancora di essere messa in onda; l’occasione è quella di ammantarsi dell’aria dello statista, aprendo al dialogo e indicando strade costituenti per il paese. «Siamo riusciti a mettere insieme il centrodestra e il centrosinistra ponendo fine a una lunga guerra fredda, ad una guerra civile – ha detto l’ex presidente – abbiano un governo forte che può fare quelle riforme e che una sola parte non poteva fare»: una riappacificazione costruttiva, sembrerebbe quella descritta da Berlusconi, già dimentico degli asprissimi tono polemici e violenti usati in campagna elettorale da tutte le parti in causa. E sulle riforme e i compiti dell’esecutivo non trascura i dettagli: «è importante che ci siano le due parti che sostengono il Governo. E che possano varare la riforma della costituzione che possa portare il nostro paese alle elezioni diretta del capo dello stato e poi a un primo ministro che abbia gli stessi poteri dei suoi colleghi delle altre democrazie occidentali».

Quello del presidenzialismo è un cavallo di battaglia già dai tempi di Forza Italia, ma nessun governo ha mai avuto numeri, coraggio, competenza e volontà – oltre che sostegno popolare, vista la bocciatura referendaria nettissima della riforma del 2006 – per agire; Pd e Pdl insieme, invece, potrebbero riuscire nell’impresa. Ma Berlusconi ne ha anche per Grillo, che nei giorni scorsi l’aveva paragonato a Mussolini: «con l’avvento dei candidati di Grillo in Parlamento tutti hanno potuto vedere che questi signori sono di un’insipienza totale, sono dei semplici burattini telecomandati attraverso internet da Grillo e dai suoi atteggiamenti che non sono certamente quelli di una persona di buon senso».
Per Berlusconi l’intervista è stata anche l’occasione di sostenere la candidatura di Alemanno in vista del ballottaggio e di ricordare che l’Italia deve dire “basta” ai diktat europei e prendere una posizione decisa in materia economica.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio 

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