Bergamini, il suicidio della verità / 2

Cos’è davvero successo quella sera di vent’anni fa sotto il temporale a Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza. Il suicidio di Donato Bergamini assume, con il passare del tempo, contorni sempre più misteriosi

di Vincenzo La Camera

Dopo l’impatto che trascinò Bergamini per diverse decine di metri, l’ex fidanzata alla guida della Maserati uscì dalla piazzola e si avvicinò al corpo di Denis; cosa che fece anche l’autista del tir (un Fiat Iveco 180 proveniente da Rosarno, Rc) facendo marcia indietro e fermandosi in una posizione in cui il corpo del ragazzo gli si presentava davanti ai fari. Questa versione è stata confermata anche dal brigadiere Barbuscio al padre di Denis, Domizio, accorso subito in Calabria.

«Ma come? – si stupì il signor Domizio – mio figlio è stato investito, trascinato per oltre 60 metri e l’autista per rendersi conto di quello che era accaduto ha fatto retromarcia andando a finire dietro il cadavere?».

«Ma dove sono capitato?!», fu il grido di un padre, addolorato ma ancor più raggirato sulla morte del figlio.

Sul corpo di Denis, che si sarebbe dovuto presentare agli occhi dei soccorritori straziato e dilaniato per aver strisciato sull’asfalto spinto dal tir per oltre 60 metri, non venne rinvenuto nulla di tutto ciò. Ma soltanto una frattura sulla parte destra del bacino (Denis tra l’altro, gettandosi sotto il camion, avrebbe dovuto impattare con la parte sinistra, se si vogliono rispettare le leggi della fisica).

Ma cosa c’è dietro la morte di Denis Bergamini?

Sulla scia della ricostruzione di Isabella, lei stessa sarebbe stata accompagnata, dopo l’incidente, da un passante presso il Bar-Ristorante di Mario Infantino nell’abitato di Roseto Capo Spulico, per telefonare.

Partirono, da quello che si è appreso, due telefonate. Una ai carabinieri e l’altra al compagno di squadra di Donato, Marino, che si trovava con il resto dei calciatori a Cosenza, in albergo per la cena.

Ma da quello che racconta Isabella, l’uomo di passaggio l’avrebbe accompagnata a telefonare con la Maserati, lasciando sul luogo dell’incidente la sua auto con la moglie incinta. Sotto un incessante temporale.

Ma cosa ancor più strana, che secondo il referto dei carabinieri (dalla ricostruzione di Gabriele Carchidi, direttore responsabile di Cosenza Sport) emergerebbero delle continue contraddizioni.

In una prima parte del referto, la Maserati si troverebbe davanti al tir; in una seconda parte, dietro il tir; mentre in una terza parte, al Bar-Ristorante.

Quella sera di diluvio del 18 novembre 1989, quante Maserati c’erano? E soprattutto che fine ha fatto l’uomo misterioso che avrebbe accompagnato Isabella Internò a telefonare?

Donato Bergamini
Donato Bergamini

Quella persona non è stata mai identificata.

Già alle 23 di quel sabato, la morte di Donato Bergamini veniva attribuita dagli inquirenti ad un gesto disperato. «Si è suicidato per amore», si leggeva nei giorni immediatamente dopo l’incidente sulle prime pagine della stampa locale.

Ma di suicidio non vogliono sentir parlare i genitori di Bergamini, la sorella Donata (che ha chiamato suo figlio Denis), tanti tifosi e compagni di squadra di quel Cosenza. Come Michele Padovano, Ugo Napolitano e altri ancora.

continua…

Leggi la prima parte dell’articolo

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews