Bergamini, il suicidio della verità / 1

Questa è la storia di Denis Bergamini, calciatore ventisettenne del Cosenza calcio trovato cadavere vent’anni fa sulla SS 106 jonica direzione Taranto, in circostanze misteriose. Suicidato, secondo gli atti ufficiali. Ucciso secondo la sua famiglia, i tifosi del Cosenza Calcio e gli amici. In un lembo di terra dove troppe volte la bellezza del calcio si mescola agli affari sporchi

di Vincenzo La Camera

Donato Bergamini

Donato Bergamini

Pioveva a dirotto quella sera del 18 novembre 1989. Denis Bergamini, calciatore del Cosenza, veniva rinvenuto cadavere al km 481 della SS 106 tra il comune di Roseto Capo Spulico e quello di Montegiordano, sul litorale jonico cosentino. A distanza di vent’anni da quella misteriosa serata serpeggiano non pochi dubbi sull’effettiva dinamica dei fatti, che accertarono la morte per suicidio di Bergamini. Così come appurato in sede di processo a seguito delle testimonianze di Isabella Internò, all’epoca studentessa ventenne di Rende (Cs) ed ex fidanzata del calciatore, e dell’autista del camion trasportante mandarini che travolse e trascinò Bergamini per più di 60 metri. Almeno da quello che si può leggere sul verbale redatto dal brigadiere dei Carabinieri della stazione di Roseto Capo Spulico, Francesco Barbuscio.

Donato Bergamini era arrivato a Cosenza nel 1985, contribuendo alla storica risalita dei Lupi dalla serie C alla serie B dopo vent’anni. Di origine ferrarese, precisamente di Boccaleone, Donato, Denis per gli amici, perse la vita a soli 27 anni.

Ma le incongruenze sul verbale dei Carabinieri, il rispetto per la vita di un ragazzo di successo ed alcuni dettagli a tinte fosche emersi nel corso degli anni, lasciano presagire che Denis Bergamini potrebbe anche non essersi suicidato.

Quel pomeriggio del 18 novembre 1989 era sabato e Denis si trovava in ritiro con la squadra per preparare la partita con il Messina del giorno dopo. Come di consueto quando si giocava in casa, i calciatori rossoblù trascorrevano il pomeriggio al cinema. Da quello che raccontano i compagni di squadra, Denis uscì di corsa dalla sala e non ritornò più. Alcuni giurano di aver visto due uomini fuori ad attenderlo.

D’ora in poi, la storia continua per bocca di Isabella Internò, sua ex fidanzata. L’unica, da quello che lei dice, ad essere rimasta in compagnia di Denis sino alla sua morte.

I due, a bordo della Maserati bianca di Denis (elemento chiave della vicenda) avrebbero lasciato la città diretti a Taranto. «Denis era stufo del calcio – raccontò Isabella – e voleva andarsene via lontano. In Amazzonia o alle Hawaii». Bergamini avrebbe chiesto alla sua ex ragazza ventenne di accompagnarlo sino a Taranto.

Giunti in prossimità di una piazzola, dopo l’abitato di Roseto Capo Spulico, attorno alle 17,30 i due accostano ed iniziano a discutere. Secondo la testimonianza di Isabella, più volte lei chiese a Denis il motivo di quella decisione, non ricevendo risposte. Dopo circa due ore di discussione in macchina sotto una pioggia battente ed in una piazzola completamente sterrata, da quello che emerge dal verbale, Bergamini sarebbe sceso dall’auto con la volontà di continuare il suo cammino verso Taranto in autostop. Dicendo alla ragazza: «Se non trovo nessuno che mi dà un passaggio mi suicido». Cosa che da lì a poco avrebbe fatto gettandosi sotto le ruote di un tir che sopraggiungeva.

Continua…

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