Roma – Le diverse tensioni politiche avute nell’ultimo periodo a livello internazionale, soprattutto in Iran e Nigeria, hanno avuto quale conseguenza un aumento delle quotazioni del petrolio. Da qui ci sono state ripercussioni sul prezzo dei carburanti: la benzina in alcune aree ha sfiorato i due euro a litro. Una situazione questa, che non può essere più sostenuta dalle famiglie e dalle produzioni agricole.
Questi rincari si traducono in una stangata che corrisponde a quasi 20 euro in più a ogni pieno. Sindacati e consumatori fanno fronte comune nel richiedere all’esecutivo un adeguato provvedimento in materia. Federconsumatori, associazione dei consumatori, unitamente all’Adusbef, ha calcolato che, rispetto a un anno fa, i rincari dei carburanti hanno comportato ricadute di 420 euro per la benzina e di 480 euro per il gasolio.
Sulla questione è intervenuto anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni che auspica un intervento del governo, volto a “sterilizzare” accise e Iva, al fine di tutelare al meglio lavoratori e imprese.
«Il governo non può pensare di fare le orecchie da mercante continuando a incassare senza colpo ferire le accise e l’ Iva – ha detto Bonanni – ben venga una maggiore concorrenza e anche una razionalizzazione nella rete di distribuzione dei carburanti. Ben vengano più controlli dell’ Antitrust sul rispetto delle regole di mercato nei prezzi di benzina e gasolio. Ma il cuore del problema italiano resta quello delle troppe accise, alcune addirittura vecchie di cinquant’ anni, e l’ Iva che moltiplica il prezzo dei carburanti portandolo a valori esorbitanti».
Angela Piras
Articoli correlati:
- Benzina nuovo prezzo record e la verde sfiora 1,74 euro al litro
- Stangata benzina: verde e diesel volano oltre 1,7 euro al litro. E non è finita
- Benzina oltre 1,5 euro. Il pieno è un salasso
- Prezzo benzina oltre quota 1,80. Consumatori in rivolta
- Luce, gas e autostrade: gli aumenti nel 2012 peseranno per 2mila euro a famiglia


