Bellezza femminile, tra mito e realtà

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La Venere del Botticelli (cinemavvenire.it)

Da sempre l’uomo si interroga sull’affascinante mistero della bellezza femminile. Filosofi, scienziati, artisti e letterati hanno cercato di dare una forma a questo ideale, soggetto a profondi mutamenti nel tempo.

La società odierna ci bombarda di immagini di donne magrissime, spesso tanto rifatte da sembrare bambole, trasmettendo un modello di bellezza piuttosto chiaro e spaventoso. E così i dietologi hanno un’agenda piena di appuntamenti, gli interventi chirurgici sono all’ordine del giorno e l’anoressia corrode sempre più corpi. Tutto questo per correre dietro ad un modello passeggero di bellezza, sacrificando tutto nella vana speranza di raggiungere la felicità.

Le donne in carne oggi si sentono fuori posto, fuori taglia, spaventate dal giudizio di un mondo che cerca di manovrarle attraverso i mass media. Eppure non è sempre stato così, mangiare non è mai stato un reato. Nel Rinascimento la bellezza femminile era caratterizzata da fianchi larghi, ventre pronunciato e seno prosperoso. L’esempio più noto è la Venere di Botticelli: una dea dalla bellezza statuaria, sinuosa ed elegante. Nell’età barocca l’armoniosa eleganza rinascimentale si gonfia sempre di più e le forme femminili diventano più procaci e provocanti. Negli anni della seconda guerra mondiale e nell’immediato dopo-guerra, anni di grande povertà, distruzioni e lutti, torna (e non a casol’ideale della donna piena e maggiorata, estremamente femminile. Le misure 90,60,90 rappresentano la formula della bellezza. Domina la forma a clessidra, con fianchi tondi, la vita sottile, le gambe tornite ed il seno esplosivo.

È a partire dal terzo millenio che la bellezza diventa sinonimo di magrezza. Essere magre sembra il trampolino di lancio verso la felicità, il successo e l’amore. Ma in realtà l’ossessione di raggiungere questo stereotipo non fa altro che privarci di tutto il resto. Non possiamo essere felici se non possiamo essere noi stesse. Le donne hanno lottato anni ed anni per la loro emancipazione ed ora si ritrovano ad essere marionette scheletriche legate ai fili di un burattinaio che le usa per alimentare il suo fuoco, prigioniere di un prototipo di bellezza innaturale, difficilissimo da ottenere.

È il momento di cambiare, di dare un taglio alle taglie inferiori alla 42. È il momento di accostare a queste figure filiformi anche la sensuale figura mediterranea. Elena Mirò ha sempre cercato di dare risposte positive in fatto di stile e gusto a tutte le donne dalle “rotondità mediterranee”.

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Marilyn Monroe, canone di bellezza assoluta del dopoguerra (topiat.com)

A partire dal 2005 è l’unico marchio di abbigliamento femminile per taglie comode che sfila in occasione di Milano Moda Donna, un segnale forte che il brand vuole dare al fashion system indissolubilmente legato alle linee skinny nonostante le battaglie, più o meno presunte, contro l’imperante anoressia tra le modelle. Un modo per tornare alla bellezza formosa di un tempo, come quella di Sophia Loren o di Marilyn Monroe, che sono due delle donne più sexy di tutti i tempi.

L’unico sistema per reintrodurre questo prototipo di bellezza, salutare ed equilibrato, è quello di non cadere vittime della televisione o delle riviste. La ragione ci permette di scindere ciò che è vero da ciò che è falso, quindi di capire che questi modelli di bellezza servono solo ad aumentare i guadagni dell’industria estetica. Infatti, mentre l’intera economia soffre di un ridimensionamento strutturale, i consumatori non rinunciano all’acquisto di prodotti cosmetici. «In una fase di revisione dei consumi si risparmia sull’ abbigliamento, sulla tecnologia, ma non sulla bellezza. Prendersi cura di sé è diventato un gesto naturale e diffuso, non più un lusso» dice Gian Andrea Positano, direttore del centro studi Unipro, l’associazione italiana delle imprese cosmetiche.

Inoltre, in Italia si stimano circa 100 mila interventi chirurgici all’anno. La crescita annua è dell’ordine di un 10-15%. I chirurghi estetici negli ultimi 10 anni sono passati da circa 1.500 a circa 4.000. Quindi, come afferma la scrittrice americana Naomi Wolf: «Il mito della bellezza è una grande menzogna costruita per scopi commerciali». È necessario capire che la bellezza nasce da dentro, dipende da come ci si sente e da come ci si vede. Se non si ha fiducia in se stessi, come possono averla gli altri di noi? Niente affascina e seduce di più di una bella mente. È questo il vero segreto della bellezza, l’unica bellezza che non tramonterà mai.

Claudia Polsinelli

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