Becchi, Boldrini. Quante sciocchezze propinate in nome della crisi

paolo becchi (news.panorama.it)

Paolo Becchi (News.panorama.it)

Roma – Il punto è che certe dichiarazioni meriterebbero laurea ad honorem in sociologismo e psicologismo, materie buone per chi fa dell’ideologismo fondamento del suo dire. E tali chiacchiere andrebbero sottoposte ad attenta analisi per essere colte nella loro pienezza.

Prendiamo il professore Paolo Becchi, maître à penser del Movimento 5 stelle fino a oggi, domani chissà.

Lo studioso che si certifica non ideologo perché M5s è forza – dicono – non-ideologica, ha esternato al programma La Zanzara, su Radio24, quanto segue: ‹‹Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’Economia››. La prospettiva funesta si riferisce alla nomina al ministero di Fabrizio Saccomanni, direttore di Bancakitalia.

Ora, l’enunciato è esempio limpido del massimalismo con cui si discute la politica nei termini dell’anti-politica. Roba fina per fini intellettuali. Si sciolga l’esposto: i fucili presi in mano da certa gente sono comprensibili perché i banchieri non devono sedere al ministero dell’Economia. Detto in altro modo: al ministero dell’Economia va qualsiasi altra categoria ma non i banchieri. Perché? Perché sennò certa gente imbraccia i fucili.

Se ne deduce che se al ministero sedesse un metronotte, una suora di clausura, un netturbino, un chirurgo plastico, un professore di Filosofia del Diritto, Becchi docet, – posto che quelli della Bocconi siano già bruciati -, gli stessi avanzi di galera andrebbero in giro disarmati.

E’ sicuro. L’enunciato non lascia dubbi, però ne crea altrettanti. Tipo: chi lo dice che una suora sappia fare di conto a livello macroeconomico? E che lo sappia fare Becchi? E perché l’Economia dovrebbe diventare questione estetica talché non importi più che cosa fa chi – banchiere o netturbino – ma solo il suo abito professionale? Ma soprattutto: chi lo dice che i signori metterebbero giù i revolver? Tanto più che l’agire sarebbe giustificato dall’esistenza di banchieri aspiranti al ministero dell’Economia. Sociologismo di prima qualità.

Si dirà: Becchi si è rimangiato la boutade. Era tutto uno scherzo. Considerazione alla quale l’intellettuale burlone è giunto dopo la nota ufficiale di senatori e deputati grillini: ‹‹Becchi non è un ideologo del M5S, si tratta semmai di un’etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto››. Buono a sapersi.

Epperò, Becchi non è il solo a propinarne di grosse in maniera scientifica. Ieri, primo maggio, il presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenendo a Palermo per le manifestazioni organizzate in occasione della festa, ha espresso il seguente profondo giudizio: ‹‹L’emergenza lavoro›› fa sì che ‹‹la vittima diventi carnefice, come purtroppo è successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi››.

laura-boldrini (wikipedia.org)
Laura Boldrini (Wikipedia.org)

Il concetto faceva riferimento esplicito al caso di Luigi Preiti, il 49enne che domenica scorsa ha sparato al carabiniere Giuseppe Giangrande in piazza Colonna a Roma, lasciandolo gravemente ferito e forse tetraplegico.

Ebbene, secondo il presidente della Camera la vicenda è da imputare non all’uomo ma alla crisi e alla disoccupazione. Cosicché si potrebbe già intuire che ogni disoccupato in Italia sia un potenziale sparatore. Ottimo esposto da un presidente della Camera. Solo che la Boldrini fa di più e la linea logica seguita è tutta da spiegare. Un vero spasso per gli amanti del brivido: senza crisi, Preiti certamente – certamente – non avrebbe visto fallire la propria ditta edile; non si sarebbe buttato nel gioco d’azzardo; non si sarebbe fatto scaricare dalla moglie dopo averle dilapidato i risparmi; sarebbe stato un buon padre; non avrebbe comprato una pistola 4 anni fa, senza porto d’armi; non sarebbe andato ad addestrarsi nelle campagne sparando contro gli alberi; non avrebbe pianificato il viaggio dalla Calabria a Roma per essere presente il giorno della cerimonia di insediamento del Governo; non si sarebbe vestito di tutto punto nel tentativo di eludere la sorveglianza; non avrebbe esploso 7 colpi; non ne avrebbe avuti altri 50 nella borsa; non avrebbe mirato dritto alla testa di Giangrande, per non parlare della gamba dell’altro carabiniere, Francesco Negri. E, infine, non verrebbe ora indicato dai magistrati come uomo lucido ed esibizionista. E tutto questo è assodato – intende la Boldrini dalla cattedra di neo psicologismo e buonismo pietoso da cui disserta – non può che essere così.

Chantal Cresta

Foto || news.panorama.it; wikipedia.org; adnkronos.com

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