Beato don Puglisi, prete antimafia

don puglisi (reginamund.info)

Don Giuseppe "Pino" Puglisi, martire assassinato dalla Mafia, è beato (reginamundi.info)

Palermo – Don Puglisi è beato; il prete che aveva lavorato nel quartiere Brancaccio per strappare i ragazzini di strada da Cosa Nostra, è stato beatificato oggi dall’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo.
Don Puglisi, ucciso da Cosa Nostra, era già martire in odium fidei – martire per odio della fede – e da oggi può essere venerato come beato, in quanto testimone del messaggio cristiano riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa. La festa collegata al beato Puglisi sarà celebrata il 21 ottobre.

La cerimonia – La messa durante la quale don Puglisi è stato beatificato s’è svolta al Foro Italico di Palermo, presieduta dall’arcivescovo Romeo. Tra i presenti, anche il Presidente del Senato Grasso, oltre a numerosi vescovi siciliani e a centomila fedeli, radunati in piazza per celebrare la memoria del sacerdote assassinato dalla Mafia. L’omelia del cardinale Romeo si è concentrata sul sorriso di don Puglisi, esempio da seguire per fare il volere del Padre nella nostra società, prima di citare Giovanni Paolo II e il suo discorso contro le mafie del 1993.

Il sacerdote – Don Giuseppe Puglisi era nato nella periferie di Palermo, nel quartiere Brancaccio; entrato in seminario a 16 anni, venne incaricato di seguire i ragazzi dell’orfanotrofio Roosvelt, poi parroco a Godrano, dove riuscì a ricucire una faida tra due famiglie mafiose. Dal 1990 è parroco di San Gaetano, nel quartiere di Brancaccio:  «prima di lui c’era solo la Mafia», ha dichiarato un pentito mascherato, nel servizio andato in onda prima della diretta della cerimonia religiosa, riferendosi al lavoro di don Puglisi con i ragazzi, che lui voleva portare a Cristo prima che conoscessero la mafia. Il suo operato, però, attirò l’attenzione dei boss, che lo resero oggetto di minacce di morte.

Il martirio – Il giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, il 15 settembre 1993, don Puglisi venne ucciso con un colpo alla nuca, sotto casa, verso le 20.45. Un’esecuzione mafiosa in piena regola e un messaggio per tutti coloro che si stavano opponendo alle organizzazioni mafiose.
Le indagini hanno rivelato che i mandanti dell’omicidio furono i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, condannati all’ergastolo nel 2001, insieme ai componenti del commando.

Strategia contro la Chiesa – L’omicidio di don Puglisi si inseriva nella strategia di Cosa Nostra che voleva colpire la Chiesa, particolarmente attiva in quegli anni nella lotta contro il malaffare. Il duello aveva toccato punte elevate con il discorso di Giovanni Paolo II nella Valle dei templi nel maggio del 1993, dove aveva condannato la mafia, con un intervento tenuto interamente a braccio, dove si rivolgeva ai siciliani e chiedeva loro di rifiutare la «civiltà contraria, civiltà della morte»; in quell’occasione il papa aveva anche parlato direttamente ai mafiosi, chiedendo loro a gran voce: «convertitevi!». Il discorso aveva fatto il giro del mondo e aveva trovato risposta negli attentati alle basiliche romane del luglio dello stesso anno.
L’omicidio di don Puglisi fu l’ultima pagina di questa strategia di Cosa Nostra.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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