Battisti: si all’estradizione. L’ultima parola a Lula

Il tribunale federale supremo ha detto si all’estradizione del terrorista rosso con 5 voti favorevoli conto 4. Adesso spetta al presidente Lula pronunciarsi. La Russa:«Siamo fiduciosi»

di Nicola Gilardi

Presidente brasiliano Lula

Brasilia – La sentenza del tribunale federale di Brasilia parla chiaro, Cesare Battisti deve essere rimpatriato per scontare la pena all’ergastolo per reati comuni e non politici. Adesso si aspetta la ratifica del presidente Luiz Inacio Lula che si era schierato contro il rimpatrio, ma che ha anche affermato:«Se la sentenza della Corte sarà decisoria, allora non si discute, si applica».

La pronuncia decisiva è stata data dal presidente del tribunale Gilmar Mendes che ha fatto pendere l’ago della bilancia verso l’estradizione. I voti favorevoli, infatti sono stati 5 contro 4 sfavorevoli. In difesa di Battisti era stata presentata la componente dei reati politici e non comuni, ma il tribunale l’ha rigettata. L’avvocato Luis Roberto Barroso, legale dell’ex terrorista, però ha pronta una contromossa:«Porteremo a Lula gli elementi che dimostrano che la decisione giusta è quella del rispetto dei diritti umani, quella di non consegnare Battisti all’Italia».

La notizia della sentenza del tribunale è stata accolta da un lungo applauso alla Camera dei Deputati ed il ministro degli Esteri Frattini ha espresso«Grande soddisfazione». Soddisfazione dimostrata anche dal presidente del Senato Schifani che ha affermato:«E’ giusto che Battisti sconti la sua pena in Italia».

Battisti durante l’arresto in Brasile

Cesare Battisti è stato leader dei “proletari armati per il comunismo” durante gli anni di piombo ed è stato condannato in Italia all’ergasto come responsabile di quattro omicidi avvenuti tra il 1977 ed il 1979 . Trovò rifugio nella Francia di Mitterrand che proibiva l’estradizione per reati politici dove iniziò la carriera letteraria pubblicando anche alcuni libri. Nel 2004 l’aria per Battisti divenne più pesante, venne arrestato su richiesta dell’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Dopo il parere favorevole all’estradizione della Corte d’appello di Parigi però riuscì a fuggire poco prima del rimpatrio. Scappò in Brasile dove però venne arrestato il 18 Marzo 2007 a Copacabana, nei pressi di Rio de Janeiro.

Intanto i familiari delle vittime uccise dall’ex terrorista mostrano soddisfazione. Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso il 16 Febbraio 1979 e rimasto paraplegico a causa proprio di quell’attentato dice:«Tiriamo un sospiro di sollievo, sto aspettando la decisione definitiva, ma dedico la vittoria, se verrà, a tutte le persone oneste». Battisti intanto continua lo sciopero della fame e della sete e chi lo ha visto dice che è debilitato e visibilmente dimagrito.

Si attende l’atto conclusivo di questa vicenda che dura da trent’anni. Il presidente Lula si pronuncerà a breve, sperando che la fiducia mostrata dagli uomini politici italiani venga ripagata e che Battisti possa, finalmente, scontare la pena a cui è stato condannato.

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