Basta tg tarocchi: gli italiani si fidano del web

fiducia internet

Tabella sulla fiducia degli italiani in internet (demos.it)

 

Gli italiani svelano una profonda sfiducia nei confronti dei mezzi di informazione convenzionali, mettendo in discussione i pilastri televisivi che per anni hanno offerto la maggiore fonte di notizie per il Paese.

GLI ITALIANI SI FIDANO DEL WEB - L’analisi che mostra strabilianti risultati in negativo per i telegiornali nazionali è stata effettuata dalla Demos-Coop, la quale ha recentemente concluso la sua settima indagine con a tema Gli Italiani e L’informazione. L’universo del web vince la battaglia mediatica, vincendo i consensi di quasi il cinquanta % degli italiani, i quali si affidano alla libera informazione di internet, ritenuta più attendibile dei classici telegiornali in quando scardinata dalle convenzioni sociopolitiche che quest’ultimi necessitano di mantenere.

LA NUOVA FRONTIERA TWITTER - Twitter, la piattaforma social rivale di Facebook, riscontra alte visualizzazioni per il pubblico che desidera informarsi velocemente sugli ultimi eventi mondiali, sulle riflessioni istantanee di politici e personaggi famosi che mantengono un profilo pubblico sul microblogging. Particolarmente rapido il calo di credibilità nei confronti della rete Mediaset, seguita dal blocco Rai ad eccezione di Rai News24, in ascesa in campo di fiducia del 5,4%.

I TG INAFFIDABILI - Sky Tg24 viene considerato dagli italiani come il canale d’informazione più credibile, in perenne salita dal 2007, al fronte di una disarmante stima secondo la quale solo 20% della popolazione confida nella verosimiglianza delle notizie raccontate dai telegiornali. Un’ulteriore nota a sfavore nel margine di popolarità dei tg, vive nella diversificazione del pubblico che segue un determinato canale in base alle proprie ideologie politiche. Il Tg4 vanta un 47,6% di visualizzazioni da parte dei sostenitori del centro-destra, rispetto al 14,4% del centro-sinistra.

gli italiani si fidano del web

La tabella che mostra la fiducia degli italiani nei confronti dei tg (demos.it)

GLI ALTRI PROGRAMMI - Oltre ai telegiornali, si riscontrano interessanti risultati anche sul fronte dei programmi di inchiesta e satiri e dei talkshow. I più credibili restano Report e Ballarò seppur in leggero calo, mentre Striscia La notizia e Che Tempo Che Fa mantengono ancora il 50% della fiducia. Le Iene, anche se ultimo in classifica, è l’unico programma satirico ad aver incrementato la propria affidabilità. Il mondo del web è in veloce salita, contando una frequenza di utilizzo che è passata incredibilmente dal 18,2% del 2006 al 51,6% del 2013. Tale celere successo è dovuto anche alla diffusione massiccia degli smartphone e tablet, in crescita del 20% dall’anno scorso, che permettono un comodo accesso a internet per restare informati anche fuori di casa.

I GIORNALI CARTACEI - Anche i giornali cartacei rischiano di essere surclassati da quelli digitali: ben il 72% della popolazione segue quotidiani online e sfrutta i vari portali social per avviare dibattiti politici. Dal punto di vista generazionale, la propensione all’utilizzo dell’informazione web si riscontra nel target di italiani che varia dai quindici sino ai cinquantacinque anni di età, con un picco specialmente nei primi trent’anni di vita, sottolineando, per gli over cinquantacinque, una preferenza per i mezzi di comunicazione convenzionali.

INTERNET E LIBERTÀ - Un grande smacco per la televisione italiana che dovrebbe detenere il primato nella diffusione di cultura e notizie per la popolazione. Il vasto calderone di internet, con la sua semplicità di accesso e la varietà di fonti proposte, permette al pubblico di istruirsi in modo indipendente, dando spazio alla nascita di opinioni proprie e svincolate dalle direttive politiche del momento. Alla luce di tali clamorose statistiche, gli italiani si fidano del web contro telegiornali sempre più tarocchi e taroccati. Fra gli usi e costumi degli italiani cresce l’abbandono del sofà per guardare il piccolo schermo in favore di una poltrona e un monitor, una dimensione fisicamente più esile della televisione ma che serba nel suo interno un barlume di libero arbitrio.

Foto preview: wikimedia.org

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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Tabella sull’utilizzo dei media

 

 

 

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