Basso scala il Giro

Ivan Basso conquista la maglia rosa dopo 4 anni sul traguardo dell’Aprica

di Alessio Tedde

Basso in rosa

Le montagne dovevano essere decisive e così è stato. La diciottesima tappa è stata disegnata con ben quattro gran premi della montagna. Si sale in quota e si affronta il Mortirolo, salita che negli ultimi due decenni di Giro ha segnato momenti e duelli indimenticabili e spesso ha deciso la corsa rosa. Basso sferra l’attacco. Sembra quello definitivo, quello che taglia gambe e fiato degli avversari. Ma oggi altra tappa con ben cinque asperità e il temibile Gavia, cima Coppi, dove è prevista neve e condizioni infernali per i corridori.

Aprica. Sono circa le sedici, quando il gruppo maglia rosa arriva a Mazzo, in Valtellina. Nessun prodotto enogastronomico da menzionare ne tantomeno nessun monumento che ricordi gesta eroiche in tempi bellici e non. Mazzo è diventata famosa negli ultimi anni in quanto da questo paese partono i 33 tornanti del Mortirolo. Il nome è tutto un programma, la storia ciclistica sulle sue rampe altrettanto. Questa è la salita che ha visto il primo storico scatto e poi successo di tappa al Giro per Marco Pantani; era il 1994. Quando il giro è passato per Mazzo i migliori si son sempre dati battaglia. Ricordiamo i Giri di Ivan Gotti e le battaglie con Pantani e  Tonkov . I Duelli  Fra Simoni, Savoldelli e Ivan Basso pre squalifica. Spesso il Mortirolo, oltre allo spettacolo, ha regalato la vittoria finale al corridore che nei suoi tornanti ha deciso di attaccare.

Ieri a Mazzo i migliori sono arrivati compatti. In testa al gruppo a scandire il passo, la Liquigas Doimo, forse unica squadra all’altezza in questo Giro. Il ritmo di gara è elevato, segno che Basso e Nibali hanno le gambe per tentare una fuga. Arroyo, maglia rosa, Evans, Sastre, Scarponi e Vinokourov. Hanno ancora due giorni per far saltare il banco, due giorni per riscrivere la storia di questo Giro.

Davanti solo Garzelli, già vincitore a sorpresa della cronoscalata di Plan de Corones, sedicesima frazione. E’ fuori classifica, ma con la voglia matta di compiere un’altra impresa. È scattato sul Triviglio, secondo g.p.m della giornata, ed ha raggiunto il compagno di squadra Failli, precedentemente in fuga. Sembra una tattica giusta quella dell’ Acqua e Sapone Mokambo, ma mancano ancora tanti km all’arrivo.

A Mazzo Garzelli e Failli hanno 2’ sul gruppo maglia rosa. “Curva a Sinistra e inizia il Mortirolo” per dirla alla Cassani. La salita è lunga quasi tredici km. Le prime rampe sono terribili, le pendenze sfiorano il 18% e subito a farne le spese sono la maglia rosa, Cunego e Porte, secondo in classifica provvisorio. Arroyo sembra in profonda crisi ma decide di salire del proprio passo. Forcing di Basso in testa al gruppo, che si sgrana. Con Basso rimangono solo Nibali e Scarponi. Uno dopo l’altro si staccano Evans, Sastre e Vinokourov. A 5,5 km dalla vetta raggiungono e staccano anche lo stremato Garzelli. Il Coraggio non manca al varesino, ma i 37 anni si fanno sentire.  Sul gran premio della montagna i tre battistrada scollinano con 55” su Vinokourov, 1’43” su Evans 1’55” su Arroyo.

Sembra la resa della maglia rosa, ma in discesa, sull’asfalto reso viscido dalla pioggia, comincia un’altra corsa. Basso non è più sul suo terreno preferito, si accoda a Nibali che cerca di disegnare le traiettorie. Si rischia tanto, la strada è stretta e tortuosa. Il più lucido è senza dubbio Arroyo, non propriamente un discesista, ma si vede che indossare la maglia rosa fà miracoli. Lo spagnolo nella picchiata verso Edolo recupera persino Vinokuorov  e alla fine della discesa ha solo 38” secondi di ritardo sul gruppo Basso.

Arroyo onora la maglia rosa

Manca ancora da affrontare l’ultima asperità della giornata, la salita verso il traguardo dell’Aprica, tredici km di salita non proibitiva. Alle spalle dei primi si forma un quintetto che fa paura, con la maglia rosa, Evans, Vinokourov, Sastre e il francese John Gadret. Basso, Nibali e Scarponi continuano a macinare km con un ritmo infernale. C’è collaborazione fra i tre, che si danno cambi regolari. Dietro la situazione cambia ancora. La maglia rosa non riceve ausilio dai compagni nell’inseguimento. Non sono giochi di squadra, ordini a non tirare da parte dei rispettivi direttori tecnici: semplicemente è finita la benzina. I tre al comando guadagnano secondi km dopo km . Il direttore sportivo della Liquigas Doimo Zanatta incita i suoi dalla radiolina. A 5 km dall’ arrivo Basso è in rosa virtuale ma continua a pedalare come un forsennato. Sul traguardo dell’Aprica, il varesotto  lascia la vittoria a Michele Scarponi, leale compagno di fuga. Gesto onorevole quello di Basso, che ricorda le grandi gesta di Indurain e Armstrong. Grazie agli ulteriori 12” di abbuono per il secondo posto di tappa, Basso conquista la maglia rosa e stacca di 51” arroyo e 2’30” Nibali, salito al terzo posto. Il grande sconfitto della giornata è Cadel Evans. Il campione del mondo ora è quinto in classifica con un ritardo di oltre 4” da Basso. Ancora più dietro e ormai irrimediabilmente fuori classifica Sastre e Vinokourov.

Restano le immagini di una tappa eccezionale. La grinta di Basso, il lavoro straordinario di Nibali e la vittoria voluta e cercata di Scarponi, prima anche per la sua squadra, la Diquigiovanni. Ma è l’immagine di Arroyo all’arrivo che colpisce. Sconfitto si reca sul camper fra lo scroscio di applausi sportivi della folla. Ce l’ha messa tutta lo spagnolo per onorare la maglia rosa. Onore a lui.

Corsi e ricorsi storici. Basso può celebrare la maglia rosa a quattro anni esatti dalla sua ultima vittoria al Giro. Era il 28 maggio 2006 quando vinse in solitaria all’Aprica mettendo la parola fine ad una corsa dominata. In mezzo una squalifica, 4 anni di sofferenze, dubbi e il pensiero di una bici appesa al chiodo. Poi la rinascita, gli allenamenti durissimi, il sostegno morale della famiglia, dei suoi tifosi e la consacrazione di riconsacrazione dell’Aprica.

Ma non è finita. Prima della cronometro finale di Verona Basso dovrà difendere la maglia nella penultima tappa, con 5 gran premi della montagna, 5000 metri di dislivello e oltre 70 km di salita. Che vinca il
migliore.

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Una risposta a Basso scala il Giro

  1. avatar
    Caiden 26/07/2012 a 20:55

    What a pleasure to meet seomone who thinks so clearly

    Rispondi

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