Basket Time – Finale Serie A gara 4: Siena è pronta per la festa scudetto

Bennet Cantù – Montepaschi Siena 65-69 (Serie 3-1 MPS)

La panchina di Siena festeggia: manca solo una vittoria per lo scudetto (corrieredellosport.it)

Dopo la vittoria al Pianella, Cantù è pronta a riprovare il colpaccio, per costringere lo strafavorito Montepaschi a faticare oltre il dovuto per conquistare lo scudetto: la partenza è di quelle che fanno ben sperare, con un primo quarto di battaglia in cui brilla Marko Scekic, miglior realizzatore anche a fine gara con 16 punti cui si aggiungono anche 5 rimbalzi. Ma Siena è pronta al break e nel secondo periodo arriva un mortifero parziale da 23-11 che spezza in due l’incontro: i campioni in carica rinunciano a giocare di squadra e affidano 25 dei 55 tiri totali alla coppia McCalebb-Kaukenas e le due guardie rispondono vincendo nettamente il duello con i piccoli avversari. Ai 39 punti del duo senese prova a rispondere dopo l’intervallo il solito Mike Green, sonnolento per tutta la prima fase e incredibilmente presente nel momento in cui Trinchieri lancia la rimonta: il terzo periodo è un monologo lombardo, cui prendono parte anche Leunen e Mazzarino, dirottato in panchina rispetto allo starting lineup degli altri episodi della serie.

Sembra ci siano i presupposti per riaprire la gara, ma quando Cantù si avvicina ecco tornare in auge le bocche da fuoco del Montepaschi: 6 punti di McCalebb e 5 di Stonerook riescono a mascherare la cattiva vena di Lavrinovic (solo 6 punti in 22 minuti) e a tenere a distanza di sicurezza la squadra avversaria. È vittoria per Siena, ormai pronta a festeggiare il quinto scudetto consecutivo, che porterebbe in dote anche il terzo “triplete” con anche Coppa Italia e Supercoppa.

Le gare precedenti:

Bennet Cantù – Montepaschi Siena 81-70 (Serie 2-1 MPS)

Questa volta coach Trinchieri aveva visto giusto: di fronte al pubblico amico, la Bennet si rigenera e come con Milano mette in mostra il proprio miglior basket di repertorio. Soprattutto offensivamente è tutta un’altra musica: la squadra confusa e in balia dell’avversario dei primi due episodi della serie lascia spazio a un gioco fluente e armonioso, a tiri ad alta percentuale sia da fuori che da sotto e a una equilibrata distribuzione di possessi e tiri.

Mike Green, play di Cantù (pallacanestrocantu.com)

Mazzarino è una spina nel fianco della difesa senese e chiude a quota 15, ben spalleggiato da un ottimo Micov (14 punti e 6 rimbalzi): coach Pianigiani, eccezion fatta per i 22 punti del solito Ksistof Lavrinovic, non trova buone risposte dalla panchina. Non brillano né Jaric né Aradori, mentre è ancora una volta Hairston il grande assente: solo 2 miseri punti per colui che per doti fisiche potrebbe dominare ogni partita. Dopo una serie di strappi, Cantù allunga nel terzo periodo, sigillando il tutto nel finale di gara: il parziale decisivo è terreno di conquista di Mike Green, con 14 dei suoi 16 punti totali, mentre Siena si regge tutta sulle spalle del duo Lavrinovic-McCalebb: niente da fare per la rimonta disperata e si va a gara 4, con Cantù che ha l’occasione ghiotta di far venire qualche brivido in più allo strafavorito squadrone toscano.

Montepaschi Siena – Bennet Cantù 81-69 (Serie 2-0 MPS)

Nonostante le dichiarazioni battagliere con cui Trinchieri aveva animato la vigilia, gara 2 mantiene inalterati i rapporti di forza tra le prime due della classe del campionato italiano: Siena è davvero di un altro pianeta rispetto a Cantù e dopo una prima fase di studio, nel terzo quarto arriva l’accelerazione che spacca in due l’incontro. Rimantas Kaukenas è protagonista con 7 punti in rapida successione e la resistenza canturina viene rapidamente piegata: Mazzarino non è incisivo, Micov si spegne troppo presto e a nulla valgono le doppie cifre di Tabu e Scekic (10 con anche 9 rimbalzi) dalla panchina. Le ultime prestazioni poco incoraggianti costano il posto in quintetto a David Moss, limitato a soli 11 minuti sul parquet, mentre continuano a salire le quotazioni di Carraretto: Hairston ritrova la propria vena e va in doppia cifra così come Lavrinovic (top scorer a quota 16) e McCalebb (12) e l’ultimo quarto è sostanziale accademia, con Siena abile a controllare il margine sempre a cavallo della doppia cifra.

Andrea Samele

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