Basket Eurolega – Finale: L’Olympiacos vince all’ultimo secondo!

CSKA Mosca – Olympiacos 61-62

Chi ama il grande basket non può che rifarsi gli occhi ancora una volta, di fronte allo spettacolo offerto dalla finale di Eurolega: dopo due semifinali vissute con il cuore in mano, arriva l’ultimo atto di una competizione appassionante, con lo strafavorito CSKA dell’MVP Kirilenko opposto all’Olympiacos, capace di mandare a casa il più quotato Barcellona.

Teodosic (rian.ru)

PARTENZA CSKA - L’iniziale prodigio di Pero Antic, con l’aiuto del tabellone, e la tripla di Spanoulis sono soltanto illusione: il 5-2 greco con cui inizia la partita viene prontamente ribaltato dall’impressionante intensità fisica del CSKA, abile a sfruttare la superiorità in termini di centimetri di Krstic e Khryapa contro i dirimpettai Antic e Dorsey. Quest’ultimo, da delizia nella semifinale contro il Barcellona, diventa croce, con 4 palle perse nello spazio di 6 minuti: il livello non è all’altezza del palcoscenico e gli errori superano di gran lunga le azioni degne di nota. Ivkovic prova a giocarsi la carta Printezis, ma né lui né Law riescono a sovvertire l’inerzia dell’incontro: il CSKA non ha lo stesso passo nella metà campo offensiva, il conto canestri langue e il primo quarto si chiude sul punteggio misero di 10-7, con 13 palle perse complessive tra le due squadre.

TEODOSIC CAMBIA MUSICA - A decidere il ritmo della gara sono spesso le invenzioni dei singoli più talentuosi: Milos Teodosic attinge a piene mani dal proprio estro creativo, pennellando magie in serie nel secondo parziale. Dopo la prima tripla a bersaglio su assist di Vorontsevich, il serbo preme nuovamente il proprio grilletto, mostrando una totale fiducia nei propri mezzi: la terza bomba è un prodigio e vale il 9-0 di parziale, rotto dalla schiacciata estemporanea di un pur positivo Papanikolau.
I greci sono spettatori, il pubblico russo è pronto ad esaltarsi e Teodosic ha ancora un coniglio da tirare fuori dal cilindro: battuto sul posto Mantzaris, finta di scarico nell’angolo e no-look perfetto per l’appoggio a canestro di Darjus Lavrinovic e il CSKA chiude il secondo periodo avanti di 14 lunghezze. Ivkovic trova punti solamente da Spanoulis, non nella sua giornata migliore, Papanikolau e Antic, mentre è ancora virgola per Keselj e si sono perse le tracce degli ottimi Sloukas e Printezis visti in semifinale.

QUASI FATTA PER IL CSKA? - Alla ripresa del gioco, Ivkovic prova ad affidarsi all’ex NBA Acie Law, fin lì disastroso, mentre Kazlauskas propone Shved accanto allo strepitoso Teodosic: Papanikolau vola in doppia cifra con un importante canestro da 3 con cui i greci ritrovano un briciolo di morale e spinta, ma nel momento del bisogno il CSKA sceglie sempre Krstic a centro area, immarcabile per il lungo tascabile Kyle Hines. Spanoulis si dimostra discontinuo anche dalla lunetta e le triple di Teodosic, la quarta a bersaglio della sua gara, e Kirilenko aprono di nuovo la porta al parziale CSKA: il massimo vantaggio viene costantemente riscritto fino al +19 firmato dal layup di Shved. I meccanismi difensivi dell’Olympiacos fanno acqua da tutte le parti: Krstic, Kaun e Khryapa banchettano nel pitturato contro qualsiasi avversario, la mossa disperata Papadopoulos, l’unico giocatore di stazza a disposizione di Ivkovic, si rivela inutile e i raddoppi sortiscono il solo effetto di liberare il campo per gli esterni russi. Trovano punti, infatti, anche Siskauskas, deludente nella semifinale, e Jamont Gordon, mentre in chiusura di quarto si sblocca finalmente Printezis, con la successiva tripla di Mantzaris che sigla il -13.

IL MIRACOLO GRECO: DA -19 a -2 – Due canestri all’apparenza estemporanei diventano un meraviglioso C’era una volta, preludio a uno dei tanti lieti fini scritti nella storia della palla a spicchi: Sloukas apre il parziale decisivo con un’altra bomba, seguita dal canestro di Printezis e dal siluro del ritrovato Keselj. In un amen si torna sotto la doppia cifra di margine, con il CSKA disorientato dall’improvvisa veemenza di giocatori come Printezis e Hines, spauriti per tutto il resto della gara: Ivkovic cavalca il quintetto della rimonta, ottenendo da Papanikolau, il migliore dei suoi, la tripla del -4. Ora i tifosi greci ritrovano vigore, mentre Kazlauskas e Kirilenko si sbracciano nel vano tentativo di rianimare una squadra improvvisamente svuotata: Teodosic mostra il lato peggiore di sé, commettendo due falli a dir poco ingenui e forzando soluzioni in attacco. Ciò che aveva appiedato l’Olympiacos nel primo tempo, ovvero palle perse e scelte sbagliate al tiro, tormenta ora la circolazione del CSKA e i liberi di Krstic e Kirilenko non mettono in ghiacciaia la partita. L’ex Jazz non riesce a controllare il pallone nel pitturato e sul contropiede di Printezis la partita torna con un solo possesso di distanza, quando scocca la lancetta dell’ultimo minuto: 60 secondi per decidere i destini di una competizione che il CSKA ha dominato e che l’Olympiacos ha rincorso dopo una rifondazione che aveva per certi versi l’amaro sapore di un ridimensionamento dovuto alla crisi economica.

Printezis, suo il canestro della vittoria (fcmbasketball.com)

ULTIMO GIRO DI LANCETTE – Il CSKA esce malissimo dal timeout, forzando con Teodosic una conclusione difficile con ancora tempo da spendere sul cronometro, ma l’Olympiacos si lascia ingolosire dalla fretta e Printezis, smanioso di riportare i suoi in parità, si schianta contro il muro eretto da Vorontsevich. Il cronometro scorre, con Teodosic che ha di nuovo per le mani la possibilità di chiudere i conti: dalla lunetta il serbo fa 1/2 e dopo il rimbalzo greco, Papanikolau trova a 10” dal termine il fallo dello stesso Teodosic. Ivkovic ordina di segnare e il giovane Papanikolau esegue alla perfezione: -1 Olympiacos con 10 secondi sul cronometro per il CSKA, che chiama timeout per cercare la miglior soluzione cui affidare due liberi dal peso specifico imponente. Kazlauskas sceglie l’esperienza di Ramunas Siskauskas, ma il primo libero si infrange rimbalzando sui ferri dell’arena turca: Ivkovic è pronto al timeout in caso di canestro, ma Siskauskas si mangia anche il secondo libero e Spanoulis si lancia nel contropiede che vale una stagione.

Il raddoppio sulla stella greca libera Printezis sulla linea di fondo: ricezione sull’ottimo assist di Spanoulis, semigancio destro e solo il fondo della retina, con la sirena che suona e sancisce il trionfo dell’Olympiacos. Dall’inferno dei primi minuti al paradiso dell’ultimo secondo, un’impresa che cancella le meraviglie di Teodosic, l’atletismo e il carisma di Kirilenko e la costanza di Krstic: è la vittoria dei giovani Papanikolau (18 punti), Sloukas e Mantzaris, del vecchio maestro Ivkovic, della stella Spanoulis e dell’uomo decisivo Printezis. Un’altra grande pagina di basket celebra quest’Eurolega: l’Olympiacos ha vinto rimontando da -19 ed è Campione d’Europa.

Andrea Samele

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