Bang!, il nuovo album dei Gotthard spara a salve

gotthard - metalitalia com

I Gotthard (foto via: metalitalia.com)

Gli svizzeri Gotthard tornano con un nuovo album, a due anni di distanza dal precedente Firebirth, un album molto ben riuscito, che segnava l’atteso debutto al microfono di Nic Maeder, sostituto del compianto e indimenticabile Steve Lee. Bang! è l’undicesimo album in studio per la formazione svizzera: un bel traguardo per Leo Leoni e soci, ormai dei veterani della scena hard rock internazione. La pubblicazione Bang! nasconde numerosi motivi d’interesse. Su tutti la conferma o meno della vena compositiva dei Gotthard dopo tanti anni di carriera, soprattutto in virtù del nuovo corso della band con Maeder al microfono: Firebirth fu un ottimo album, ispirato e potente, non certo un prova facile da bissare. Infatti, dopo alcuni ascolti, si percepisce come Bang! non sia all’altezza del suo predecessore: alcuni brani risultano troppo simili tra loro, altri risultano “già sentiti” e le ballate sono, in alcuni frangenti, troppo mielose e scariche.

ALTI E BASSI – Apertura dedicata alla breve introduzione Let Me In Katie, a cui segue la titletrack Bang!: un brano potente costruito su un riffone sincopato granitico. Un buon pezzo, che soffre di una certa ripetitività, anche se è supportato da un’ottima prestazione vocale di Nic Maeder. Get Up ‘N’ Move On inserisce una marcia ulteriore e sfodera un rotonda velocità e dinamica, prima di Feel What I Feel, primo singolo estratto, un brano profondo e melodico che si muove su terreni cari ai Whitesnake.

Segue il lentone C’est la Vie, troppo mielosa per fare veramente colpo. La successiva Jump the Gun riattacca la distorsione senza però trovare la spinta giusta, venendo quindi salvata in corner da un bell’assolo. Spread Your Wings torna a battere territori Whitesnake-iani, mentre I Won’t Look Down è un chiaro tributo agli Zeppelin di Kashmir, con le sue maestose sezioni orchestrali.

gotthard bang - emp.de

La copertina di ‘Bang!’ (foto via: emp.de)

GRAN FINALE – Con il suo ritmo sincopato My Belief somiglia troppo alla titletrack per lasciare il segno. Maybe è una ballata pianistica che sconfina in territori pesantemente pop. Red On a Sleeve torna a macinare grande hard rock, dove il caratteristico trademark dei Gotthard si esprime in tutta la sua potenza. What You Get è un altro brano dinamitardo di rock duro, forte di un bell’arrangiamento, una prova vocale graffiante e un groove importante. Mr Ticket Man non è un cattivo brano, ma profuma di già ascoltato e già apprezzato. Conclude quindi l’album la lunghissima ballata Thank You, il brano probabilmente di maggior pregio dell’intero lotto, maestoso nel suo arrangiamento e sognante nel suo lungo finale trascinato.

SOLO PER I GRANDI FAN – Un album interlocutorio questo Bang! dedicato ai soli aficionados dei Gotthard: un ascolto piacevole ma nulla più, che sbiadisce al confronto con gli episodi meglio riusciti della discografia della band svizzera, ottimi dischi di hard rock che non sfigurano al confronto dei più importanti dischi dei mostri sacri di questo genere. Una nota di merito alla sapiente produzione, di fattura veramente ottima. Non è necessario ricordare la bravura dei singoli componenti della band, notoriamente ottimi musicisti, mentre da sottolineare la buona prova di Nic Maeder, che bissa così la grande prestazione di Firebirth. Una certa ripetitività di base e un gusto per il riff “già sentito” tolgono molto fascino a un album potenzialmente ottimo, ma indebolito da alcune pecche e caratterizzato da continui alti e bassi. Un ascolto dedicato solamente grandi fan.

Voto 6,5

Alberto Staiz

@AlStaiz

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