Bambino di sette anni usato come corriere di droga

Un bambino di sette anni è stato utilizzato come corriere di droga in Birmania. Questa pratica è usata anche in Italia, in Messico, in Colombia, negli USA

Bambini usati come corrieri di droga

Bambini usati come corrieri di droga

Naypyidaw (Birmania) – A soli sette anni, è stato utilizzato come corriere di droga. Succede al confine tra Birmania e Thailandia, dove la polizia ha fermato un bimbo di sette anni in lacrime scoprendo, all’interno dello zainetto che portava in spalla, un quantitativo considerevole di pastiglie di metanfetamine (circa diecimila). Queste le parole del colonnello Amnuay Pongsawat, rappresentante delle forze dell’ordine del distretto di Kanchanaburi, che ha trovato il bambino: «È la prima volta che i trafficanti di droga utilizzano un bimbo come corriere».

BAMBINI CORRIERI DI DROGA – È proprio attraverso il confine birmano-thailandese che la maggior parte delle droghe illegali viene esportata ed è lì che la polizia ferma i corrieri: ma un bimbo come corriere di droga, in quel confine, non l’avevano ancora mai visto. In Occidente, invece, questa pratica va avanti da anni: nel 2009, a Roma, è stata sgominata una banda di trafficanti di cocaina che nascondeva la droga nei pannolini di bambini Rom per sfuggire ai controlli. Succede anche in Messico: i narcotrafficanti utilizzano bambini per trasportare la droga negli Stati Uniti o nelle città limitrofe.

L’EMERGENZA – La conseguenza principale di questo stato di cose, è la dipendenza di questi bambini-corrieri alle metanfetamine: i trafficanti, infatti, invece di pagare il bambino-corriere con le banconote, lo risarcisce del lavoro svolto con ‘una dose’. In particolare, in Messico, i ragazzi tra i quattordici e i diciotto anni dipendenti da droga sono circa ventidue mila.

LA COLOMBIA – Italia, Messico, Stati Uniti e anche Colombia. Qui i bambini sono costretti a ingoiare capsule di eroina da trasportare negli Stati Uniti. Secondo i rappresentanti dell’Agenzia antinarcotici americana (Dea), esiste un volo proveniente dalla Colombia che porta negli Stati Uniti i corrieri del narcotraffico colombiano ogni settimana. Questi corrieri vengono chiamati mulas, somari o anche cavalli di Troia, dal momento che nascondono la droga all’interno del proprio corpo. La maggior parte dei mulas colombiani è composta da bambini e ragazzi tra i tredici e i diciassette anni che nascondono all’interno del loro stomaco fino a settanta capsule di eroina purissima. Inutile dire che, spesso, questi bambini muoiono prima di poter tornare a casa e, a volte, ancor prima di giungere a destinazione, a causa della orribile pratica che sono costretti a subire.

Mariangela Campo

Foto: www.dallacolombialmessico.blogspot.com; www.casaitaliaong.com

 

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