Bambino rapito ritrova il passato tramite Facebook

Dopo oltre vent’anni riappare su Facebook. “Sono Alex cerco la mia famiglia, cerco mia madre”

di Claudia Landolfi

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Alex Anfuso

Far luce sul proprio passato. Questa la motivazione che ha spinto Aly Mohammed, originariamente Alex Anfuso, a lanciare un appello tramite Facebook. Poche parole: “Sono Alex cerco la mia famiglia, cerco mia madre”, così scrive. Parole che fortunatamente raccolgono l’attenzione di un uomo, Pino Anfuso, un telecineoperatore della Rai della Calabria.

Nonostante l’omonimia dei cognomi non vi è nessun legame di parentela tra i due uomini, ma il ragazzo appare sincero e questo non sembra essere il solito scherzo di rete.

L’uomo decide di aiutare Alex segnalando il caso a “Chi l’ha visto” di Federica Sciarelli, ed è in questa occasione che il giovane racconta di se e della sua difficile storia.

Alex è un bambino di cinque anni che vive con la madre a Villanova di Guidonia. La sua non è un infanzia facile. La mamma, Silvana Anfuso, ragazza etiope di origini italiane, viene reclusa nel carcere di Rebbibia per problemi legati a spaccio di stupefacenti, ed Alex finisce a vivere con degli amici della madre.

Il bambino viene accolto con amore dalla sua nuova famiglia che avvia le pratiche per l’adozione. Ma il 17 marzo del 1987, dopo un pomeriggio di giochi all’aperto, il bambino non farà mai più ritorno a casa. Si aprono le indagini, ma il caso sembra davvero difficile; nessun sospettato, nessuna pista da seguire, si pensa ad una vendetta legata a vicende di droga e di soldi, ma di Alex nessuna traccia. Le ricerche proseguono per un periodo, poi il caso si chiude senza una spiegazione, senza aver trovato una ragione a questa scomparsa.

Solo oggi scopriamo la verità, ed è quello stesso bambino a raccontarcela.

“Stavo giocando quando un giorno venne un signore a dirmi che era mio padre, che di lì a poco sarebbero venuti a prendermi degli amici e che io avrei dovuto seguirli”.

Da allora la vita di quel bambino è cambiata per sempre. Ad attenderlo un nuovo mondo, il Cairo. Poco a poco svaniscono i ricordi di quell’infanzia italiana e con essi la sua lingua natale.

Ma quel bambino non scorda mai del tutto le sue origini, il ricordo di una donna, il volto della madre.

Oggi Alex vive ancora nel Cairo; lui che è diplomato in informatica fa il commesso in un negozio, ma nulla di più. La sua è un’esistenza a metà, né italiano, né egiziano, non esistono documenti ad attestare la sua identità, nessun atto di nascita.

È con difficoltà che Alex, ormai per tutti Aly, recupera pezzi di ricordi, tra cui il suo nome e cognome di battesimo. Ma la sua ricerca non ha un lieto fine, la madre è morta prima che lui la potesse rincontrare.


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