Ballottaggio: ecco dove si vota domenica 8 giugno. Pd contro lo scandalo Mose

Domenica 8 giugno si tornerà a votare per il ballottaggio. Il Pd si dimostrerà invincibile come alle Europee o lo scandalo Mose avrà ripercussioni negative?

Ballottaggi 2014

Si vota domenica dalle 8 alle 23 (in Sicilia anche lunedì dalle 7 alle 15)

Si riaprono le urne ed è tempo di ballottaggio. Domenica 8 giugno, dalle 7 alle 23, 4 milioni di italiani torneranno a votare per il secondo turno delle Amministrative. Tanti i Comuni interessati, ben 139, fra cui 3 capoluoghi di Regione (Bari, Perugia, Potenza) e 14 capoluoghi di Provincia (Bergamo, Biella, Cremona, Foggia, Livorno, Modena, Padova, Pavia, Pescara, Teramo, Terni, Verbania, Vercelli e Caltanissetta). In Sicilia i seggi saranno aperti anche lunedì dalle 7 alle 15. In quasi tutte le città il Pd dovrà vedersela con il centrodestra o con il M5S. E intanto sorge un dubbio: il partito dem si dimostrerà invincibile come alle Europee o il recente scandalo Mose avrà delle ripercussioni negative?

IL PD PUNTA ANCORA SULL’EFFETTO RENZI - La domanda che molti addetti ai lavori si stanno ponendo in queste ore è: l’effetto Renzi sarà ancora determinante oppure no? Difficile trovare una risposta certa. L’incredibile vittoria del Pd alle Europee (40,8% dei voti) non significa che i ballottaggi siano già storia chiusa. D’altronde il secondo turno andrà in scena laddove proprio l’effetto Renzi non è riuscito a chiudere la partita. Nella fattispecie, sono 3 le roccaforti della sinistra (Livorno, Modena, Perugia) dove saranno puntati i riflettori, per capire se il “nuovo” Pd piacerà anche a chi è vissuto a “pane e sinistra radicale” per una vita, o invece no. Ad aggiungere incertezza ci ha poi pensato lo scandalo Mose a Venezia, quel giro di appalti e tangenti bipartisan, che potrebbe far resuscitare Beppe Grillo e il suo MoVimento. Tutto è quindi possibile.

LIVORNO – Nella Regione di Matteo Renzi, Livorno è l’unico capoluogo toscano che tornerà alle urne. Al primo turno, il candidato Pd Marco Ruggeri aveva strappato un 40%, mancando clamorosamente la vittoria poiché una parte della sinistra più radicale aveva deciso di non appoggiare il partito di Renzi. Cosa succederà al ballottaggio? L’elettorato più rosso e intransigente si tapperà il naso e voterà Pd, oppure si canalizzerà per protesta sullo sfidante Filippo Nogarin, del M5S (19% al primo turno)? Una cosa è sicura: una sconfitta del Pd a Livorno avrebbe dello storico e dell’incredibile, perché qui la sinistra ha sempre vinto al primo turno.

MODENA – La situazione nel modenese è simile a Livorno. Anche qui la sinistra aveva sempre vinto al primo turno ma ora dovrà vedersela al ballottaggio con il M5S. Il candidato Pd, Gian Carlo Muzzarelli, gode comunque di una situazione di partenza agevole e il 49,7% del primo turno non lascia molto spazio a clamorosi ribaltoni. Lo sfidante grillino, Marco Bortolotti, col 16,3% del primo turno, dovrà cercare l’impossibile. Non si esclude comunque che possa ricevere un aiuto dall’elettorato di centrodestra, specie dalla Lega Nord e da Fratelli d’Italia.

PERUGIA – Nel capoluogo umbro, invece, il Pd se la dovrà giocare col centrodestra. Andrea Romizi di Forza Italia ripartirà dal 26,3% del primo turno, speranzoso di agganciare il candidato dem Wladimiro Boccali, forte del suo 46,5%. La sfida comunque sarebbe quasi chiusa, se non fosse che Romizi, nelle ultime ore, è riuscito a guadagnare l’appoggio di due importanti liste civiche cittadine.

Elezioni Comunali

Sono 139 i Comuni italiani che andranno al ballottaggio domenica 8 giugno.

BARI – Nella città del sindaco uscente Michele Emiliano (Pd), andrà in scena un’altra importantissima sfida fra centrodestra e centrosinistra. Quest’ultimo è rappresentato da Antonio Decaro, uomo che piace a tutto il Pd (civatiani compresi) e che ha guadagnato il 49,4% dei consensi al primo turno. A sfidarlo ci sarà Domenico Di Paola, candidato del centrodestra, che lo scorso 25 maggio ha ottenuto il 35,7% dei voti. Anche qui il ballottaggio sembra già deciso, ma bisognerà tenere d’occhio un fattore: l’astensionismo. Al primo turno i votanti sono stati il 67% degli aventi diritto. Ciò significa che 1 barese su 3 non ha votato, ma che potrebbe decidere di farlo al secondo turno. In questo caso, le carte verrebbero pesantemente rimescolate. Il M5S (7,5% al prima turno) ha comunque fatto sapere che non voterà per nessuno dei due candidati.

PADOVA – A Padova andrà in onda un ballottaggio inedito: Pd contro Lega Nord. Qui la sfida sarà apertissima. Da una parte Ivo Rossi (Pd), col 33,7% dei voti al primo turno, mentre dall’altra Massimo Bitonci, capogruppo del Carroccio al Senato e secondo più votato col 31,4%. Data la vicinanza con Venezia, l’affaire Mose potrebbe davvero incidere negativamente sul centrosinistra, avvantaggiando così la Lega, che invece è uscita pulita dal recente scandalo. Comunque non resta che aspettare la notte fra domenica e lunedì per capire se sarà così oppure no.

BERGAMO – Sfida apertissima anche a Bergamo, quarto capoluogo lombardo per grandezza. Per il centrosinistra c’è Giorgio Gori, renziano doc che due settimane fa ha preso il 45,9% dei consensi. A sfidarlo ci sarà Franco Tentorio, che con la coalizione di centrodestra ha ottenuto il 42,2%. La differenza percentuale inferiore al 4% lascia la questione del tutto aperta.

Davide Iandiorio
@d_iandi

foto: ilrestodelcarlino.it; lanazione.it

foto copertina: lettera43.it

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