Bagnini old in aumento: l’ombra della crisi

Braccia muscolose, addominali scolpiti, sguardo attento e gambe pronte a scattare. È questo il ritratto del bagnino da cui tutte vorrebbero essere salvate. Ora però l’era di Baywatch è finita e sulla torretta di avvistamento non troviamo più solo ragazzi statuari, ma anche padri di famiglia. Una fitta di delusione per le ragazze che circondavano questi affascinanti guardaspiaggia, ma un’ondata di conforto per tutti gli uomini disoccupati o cassintegrati che non riescono ad arrivare a fine mese.

Lavora per tutta la stagione estiva, si allena costantemente ed è garante della sicurezza degli altri. Un mestiere rivalutato, soprattutto a causa della crisi. I ragazzi lo facevano e lo fanno per pagarsi gli studi, per farsi una vacanza o per comprarsi un motorino. Gli adulti lo fanno per arrotondare uno stipendio troppo misero o addirittura per avere uno stipendio. Anche se si tratta solo di pochi mesi, anche se comporta molta responsabilità, anche se sembra di rubare il lavoro alla nuova generazione, a volte non si ha scelta.

Teresa Scriboni, direttore di Confesercenti Porto San Giorgio (Fm) e della cooperativa Marina Service, ammette la difficoltà di scelta tra un aitante bagnino e un uomo con una famiglia sulle spalle: “Cerchiamo di accontentare tutti, anche se l’offerta è sempre superiore rispetto alla domanda. Il meccanismo della turnazione serve proprio per far lavorare un po’ tutti. Se c’è un solo posto disponibile cerchiamo di accontentare la persona più bisognosa, ma è difficile stabilire se abbia più bisogno il giovane che non riesce a occuparsi o la persona di mezza età che il lavoro l’ha perso. Capita anche purtroppo di dovere lasciare a casa qualcuno”. Sembra quindi che questi ragazzi in canottiera debbano litigarsi il fischietto con gli ex ragazzi in canottiera.

 Si salvano i guardaspiaggia della Romagna, tutelati dal diritto di precedenza. “Ogni assistente bagnanti – spiega Andrea Manduchi, referente comunicazione con i media dell’Associazione marinai di salvataggio della provincia di Rimini – può esercitare il diritto di precedenza per l’anno successivo presso il proprio datore di lavoro. Se quindi esiste un turnover naturale, come sempre verificatosi, questo però non consente a ‘vecchi’ salvataggi, che non erano in servizio nella stagione balneare precedente, di poter vantare alcun diritto sul posto di lavoro”.

La lotta per accaparrarsi le ultime ciambelle di salvataggio rimaste continua nella Cooperativa bagnini di Cervia, dove non solo vale il diritto di precedenza, ma qualche bagnino anziano con tutti i requisiti per andare in pensione, chiede di poter rimanere ancora un anno per aiutare il figlio disoccupato. Una domanda sorge spontanea: “Se i padri non lasciano il posto di lavoro per aiutare i figli disoccupati, quando saranno liberi i posti per i figli?”.

Claudia Polsinelli

Foto via agrigentoflash.it; firenze.repubblica.it;

 

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