Bagnasco: “la questione morale non è un’invenzione dei media”

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Angelo Bagnasco

Roma - ‹‹I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune››.

Fanno ancora molto discutere i commenti del presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, il quale, ieri, durante il raduno pubblico del Consiglio Cei si è prodotto in una profusione di osservazioni severe sullo stato di salute delle istituzioni italiane con particolare attenzione alle vicende giudiziarie e private del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. ‹‹C’é da purificare l’aria, perché le nuove generazioni, crescendo, non restino avvelenate››.

Ieri, però, il cardianle ha avuto da ridire su tutto l’ampio e variegato complesso di abitudini licenziose della vita pubblica e non, delle figure istituzionali in ogni ambito.

‹‹Colpisce – ha affermato Bagnasco – la riluttanza a riconoscere l’esatta serietà della situazione al di là di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità. Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica – ha insistito il cardinale – soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui››. Mentre, dice il prelato ‹‹si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica››. Successivamente, Bagnasco ha tenuto a ricordare ‹‹la misura, la sobrietà la disciplina, l’onore” a cui si deve attenere chi ‹‹sceglie la militanza politica››.

Nessun nome da parte del cardinale, ma il riferimento ai comportamenti privati del presidente Berlusconi – venuti alle luce dalle varie inchieste giudiziarie che lo vedono protagonista – è palese e c’è già chi, tra le voci giornalistiche di ogni colore, parla di effettiva scomunica del Vaticano per bocca della Cei.

Crisi – Bagnasco, tuttavia, non si è limitato ai rimproveri ufficiali verso la persona del Cavaliere. Tanti gli argomenti trattati durante il Consiglio: ‹‹La crisi economica e sociale che iniziò a mortedere tre anni or sono, era in realtà più vasta e potenzialmente più devastante di quanto potesse di primo acchito apparire››. I vescovi ricordano ‹‹quel che, a più riprese, si è tentato di fare e ancora si sta facendo per fronteggiarle››. Tuttavia, ha spiegato Bagnasco  ‹‹l’impressione è che, stando a quel che s’é visto, non sia purtroppo ancora sufficiente››.

Secondo il cardinale, dunque, è necessario tenere a mente che ‹‹La questione morale non e’ un’invenzione mediatica›› aggiungendo poi che, per quanto riguarda le inchieste in atto ‹‹l’ingente mole di strumenti di indagine››, ‹‹la dovizia delle cronache a cio’ dedicate›› e la presenza di ‹‹strumentalizzazioni››, non possono – secondo il cardinale – lasciare ‹‹nessun equivoco››: la questione morale ‹‹e’ un’evenienza grave››.  Inoltre, la corruzione è una ”piovra” e va combattuta, ha continuato il presidente Cei ‹‹Non si capisce quale legittimazione possano avere in un consorzio democratico i comitati d’affari›› che ‹‹si auto-impongono attraverso il reticolo clientelare, andando a intasare la vita pubblica››. ‹‹Il loro maggior costo sta nella capziosità dei condizionamenti, nell’intermediazione appaltistica, nei suggerimenti interessati di nomine e promozioni››.

Servono azioni nobili. ‹‹Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto››.

Bagnasco ha auspicato una maggiore partecipazione dei cattolici nella vita civile e nella politica perché, ha detto il cardinale, ‹‹Sembra rapidamente stagliarsi all’orizzonte la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che – coniugando strettamente l’etica sociale con l’etica della vita – sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie né ingenue illusioni››.

Chantal Cresta

Foto ansa.it

 

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