Baby sitter e asilo nido? Paga lo Stato, ma le mamme non lo sanno

La riforma Fornero ha introdotto un voucher di trecento euro mensili per pagare baby sitter e asili nido

La riforma Fornero ha introdotto un voucher di trecento euro mensili per pagare baby sitter e asili nido

Cosa risponderebbero le mamme se proponeste loro la possibilità di avere trecento euro al mese per pagare la baby sitter o da spendere per l’asilo nido, una volta tornate a lavoro? «Un sogno», sarebbe probabilmente la risposta. Eppure, incredibile ma vero, questa possibilità è reale da circa un anno, solo che moltissime mamme non lo sanno e questo, di certo, non per colpa loro, ma per la mancanza di informazione adeguata sull’argomento.

I VOUCHER BABY SITTER DELLA FORNERO - I trecento euro mensili sono i voucher baby sitter, introdotti dalla discussa e criticata legge Fornero del 2013; la normativa, di cui si è discusso molto a proposito della modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, aveva introdotto un incentivo per le donne lavoratrici, per consentire loro di tornare a lavorare subito dopo la maternità.
L’incentivo o il voucher andavano a sostituire il congedo parentale, ovvero i sei mesi pagati al 30 percento dall’Inps, successivi ai cinque di assenza obbligatoria durante la maternità; quindi, le neo-mamme, invece di rimanere a casa per altri ulteriori sei mesi, avevano la possibilità di richiedere dei buoni, per un ammontare di trecento euro mensili, per pagare tate o asili. La copertura finanziaria prevista per questa manovra consentiva allo Stato di pagare i buoni per circa undicimila donne, indubbiamente un numero esiguo rispetto alla totalità delle donne lavoratrici, ma sicuramente un buon aiuto per le famiglie in difficoltà; nonostante i numeri fossero già ridotti, ciò che ha maggiormente stupito è stato il numero di domande: solamente 3.762, ovvero il 37 percento delle possibili destinatarie.

Solo il 37 percento mamme ha richiesto il bonus

Solo il 37 percento mamme ha richiesto il bonus

CATTIVA INFORMAZIONE E BUROCRAZIA COMPLESSA - Questo perché oltre ad una scarsa informazione sull’argomento in questione, la burocrazia e la modalità di richiesta dell’assegno pare essere, ancora una volta, eccessivamente lenta e complessa; ad affermarlo è stata Vittoria D’Incecco, onorevole del PD, che ha affrontato la questione: «Il problema è che l’iter per riuscire a ottenere i fondi era troppo complicato e poco pubblicizzato. Ci sono altri 20 milioni stanziati per quest’anno e altrettanti per il 2015. Non possiamo permetterci un altro flop».

LE MODALITÀ DI RICHIESTA - La difficoltà consisteva innanzitutto nell’eventuale scelta degli istituti in cui inserire i bambini, poiché i nidi accreditati presso l’Inps, gli unici in grado di accettare i voucher, erano, e continuano ad essere, davvero pochi e quindi non era possibile assicurare un posto a proprio figlio; inoltre la richiesta andava fatta esclusivamente online, sul sito dell’Inps, nella sola data del 28 luglio 2013. Tempistiche e modalità rigorose e poco agevoli per molte mamme che non hanno potuto chiedere il bonus e non hanno quindi usufruito di una cifra utile per alleggerire le inevitabili spese familiari.

LE CRITICHE DELL’ONOREVOLE D’INCECCO E LE PROSPETTIVE FUTURE - Sembra, tuttavia, che la modalità di richiesta continuerà ad essere la stessa anche per l’anno in corso e che, quindi, verrà scelto un altro giorno unico per richiedere il contributo; Vittoria D’Incecco, critica nei confronti di tale modalità, afferma che «al momento non si sa quale sia il giorno da segnare sul calendario. La mia proposta è che prima di incorrere in un altro flop si cambi sistema. Magari passando dal buono lavoro, che richiede un complesso meccanismo di tracciabilità per evitare che vada speso in modo improprio, a un voucher da usare per qualsiasi tipo di lavoro di cura familiare».

In attesa di un’ulteriore riforma e di un affinamento della proposta inserita nella legge Fornero, è bene comunque informare le famiglie, affinché questo piccolo contributo possa essere realmente utilizzato.

Alessia Telesca

foto: gonews.it; comeaprire.it

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