Azerbaijan: Aliyev stravince le elezioni presidenziali

Ilham Aliyev, al potere dal 2003 dopo la morte del padre, che aveva guidato il paese alla dissoluzione dell'Urss

Ilham Aliyev, al potere dal 2003 dopo la morte del padre, che aveva guidato il paese alla dissoluzione dell’Urss

Baku – La vittoria alle elezioni presidenziali del già due volte presidente Ilham Aliyev era data per scontata da tutti gli osservatori, e così è stato. Il capo di Stato uscente è stato riconfermato dall’elettorato azero con l’84% delle preferenze, circa un 3% in meno del 2008, quando ottenne l’87,34%, ma più del 2003, quando ottenne il 77% dei voti.

Il primo dei candidati di opposizione, Jamil Hasanil, candidato da un gruppo di partiti riunitisi in una Coalizione nazionale di opposizione, ha ottenuto solo l’8% delle preferenze, e ha denunciato la presenza di massicce operazioni di condizionamento del voto per favorire Aliyev.

Del resto, la libertà in Azerbaijan non è una costante per i cittadini: tutti gli indici internazionali, dal Political rights score all’Indice sulla libertà di stampa relegano il paese tra i più corrotti e repressivi del mondo intero. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, della quale l’Azerbaijan faceva parte, e dopo un biennio di conflitti interni a causa della questione del Nagorno Karabach, Heydar Aliyev – padre dell’attuale presidente – prese il potere e iniziò ad operare (cosa ben comune nelle ex repubbliche sovietiche) una sistematica violazione dei diritti politici, modificando la Costituzione e le leggi dello Stato.

Secondo la legge costituzionale azera, infatti, il presidente detiene la maggior parte dei poteri, potendo non solo dirigere la politica dello Stato come capo dell’esecutivo, ma nominando i comitati provinciali (una sorta di giunte provinciali nominate dal Governo) e i giudici.

Il Parlamento, poi, è dominato dallo Yeni Azerbaycan Partiyast (il Partito del Nuovo Azerbaijan), formazione che sostiene Aliyev, e che può contare su un sostegno bulgaro: il 58% dei seggi è stato vinto nel 2010 dal partito, mentre le opposizioni riunite hanno ottenuto il 10%. Il restante 32% è occupato da deputati indipendenti, ma che spesso vengono corrotti dalla maggioranza per sostenerne le decisioni.

Stefano Maria Meconi

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