Avere una memoria visiva perfetta? Non più un’utopia

Arriva dalla Spagna la notizia che è possibile “dare una spinta” alla nostra memoria

di Sara Mariani

Un gruppo di ricercatori spagnoli stava studiando una regione della nostra corteccia cerebrale, più precisamente l’area della corteccia visiva, fino ad oggi poco conosciuta e sempre in fase di ricerca, quando si è imbattuto in una proteina, chiamata RGS-14, che se correttamente stimolata, porterebbe a dei risultati strepitosi.

Infatti, aumentando il livello di questa proteina, sarebbe possibile accelerare e potenziare la nostra memoria, anche se si tratterebbe della sola memoria visiva. Ad ogni modo si andrebbe incontro ad un’importantissima scoperta scientifica, soprattutto se si pensa a quanto sia difficile condurre osservazioni su questa particolare area del nostro cervello. La memoria visiva, che ci permette di ricordare qualcosa riportando alla mente la sua immagine, è infatti molto difficile da studiare, poiché coinvolge parecchie zone della corteccia cerebrale.

Per mettere alla prova i risultati di questi studi, è stato condotto un esperimento su alcune cavie da laboratorio; i topi hanno dimostrato di ricordare elementi visti fino a due mesi prima; per rendersi conto del progresso così ottenuto, basta pensare che in condizioni normali, essi sono in grado di ricordarli soltanto fino all’ora successiva.

Il fatto che l’esperimento sia ben riuscito sugli animali però, non rende automatica la possibile attuazione di questa tecnica anche sugli esseri umani ed è per questo che ancora non si hanno certezze al riguardo. I ricercatori affermano però di non trovare serie controindicazioni nel possibile incremento della proteina

RGS-14 nell’uomo, se non l’eventualità di creare possibili traumi nelle persone, che non sarebbero più in grado di dimenticare ciò che vedono.

Ma quanto sarebbe d’aiuto nella vita di tutti i giorni, poter assumere un farmaco che garantisca questi risultati? Inutile dire che gioverebbe senz’altro, coloro il cui lavoro ha a che fare con la memorizzazione di immagini o fatti, come potrebbe essere un detective o un semplice grafico. Incoraggerebbe i giovani, anche i più pigri, a studiare e leggere e permetterebbe di ricordare tragitti percorsi anche solo una volta, senza l’aiuto di un navigatore o senza fermarsi a chiedere indicazioni.

Sarebbe interessante anche verificare, gli effetti che un eventuale farmaco del genere, potrebbe avere sulle persone che soffrono di problemi di memoria, come i malati d’Alzheimer o vittime di altri disturbi simili.

Disperati rimedi temporanei, quali l’assunzione di fluoro o ginkgo biloba, sembrano ormai decisamente superati. Insomma, se sul mercato arrivasse un farmaco capace di incrementare la proteina RGS-14 sarebbero davvero in pochi, quelli che non ne potrebbero beneficiare.

Foto | via www.libero-news.it

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