Avere tanti amici in rete può aiutare a stare meglio

Finalmente delle buone notizie per gli amanti del web

di Sara Mariani

Quando si parla di social network, quali Facebook, Twitter e MySpace ne viene frequentemente delineata la loro natura negativa, evidenziando come spesso possano creare forte dipendenza negli individui che ne fanno uso, proprio come dimostrato da alcune ricerche in passato. Tra i sintomi che la caratterizzano si possono elencare l’assuefazione e l’astinenza;  questo tipo di dipendenza non va considerata meno preoccupante di quella prodotta per esempio da sostanze stupefacenti o da alcolici.

Oggi stupisce però, come nuove ricerche abbiano dimostrato che i social network possano avere anche degli effetti positivi sulla quotidianità degli utenti che ne  fanno parte. Il professore dell’Università di Harvard Nicholas A. Christakis e il professore associato presso la School of Medicine dell’Università di San Diego James H. Fowler, hanno portato avanti una ricerca partendo da risultati già assodati nella vita di tutti i giorni, adattandola  alla realtà virtuale dei social network.

È risaputo infatti, come il nostro stile di vita, venga spesso influenzato dalle situazioni che viviamo, in particolar modo quando entriamo in contatto con amici o famigliari. Atteggiamenti come l’uso di droghe, il fumo, l’utilizzo di alcolici e addirittura l’insonnia o l’aumento di peso, sono abitudini spesso condizionate da “cattive compagnie”.   Questo stesso fenomeno, è stato scoperto essere possibile anche all’interno della rete e in particolar modo all’interno dei social network.  Ad essi però si sono attribuiti dei meriti più che delle colpe: lo studio dell’Università di Harvard ha infatti stabilito come l’impatto di questi siti sulla salute, sia riscontrabile soprattutto nella prevenzione da epidemie.  Questo viene considerato molto più probabile per quegli utenti che possiedono un numero più elevato di amici e contatti all’interno del proprio profilo online. Monitorando un ampio numero di utenti, le istituzioni sanitarie sono in grado di captare i segnali che portano a identificare epidemie o virus, minimizzando i tempi e potendo quindi contare su una migliore e più efficace forma di prevenzione.

L’esperimento che ha permesso di trasformare una semplice teoria in qualcosa di molto più fondato, ha coinvolto 744 studenti che sono stati divisi in due gruppi:  uno composto da persone senza legami tra loro e l’altro da persone connesse all’interno della rete. Dietro  questo  test, si nasconde la volontà di scoprire le modalità e la velocità del virus dell’influenza H1N1 proprio all’interno di questi due gruppi. Gli studi hanno permesso di stabilire come all’interno del gruppo di amici, la diffusione del virus fosse più veloce, ma allo stesso  tempo permettesse  un’altrettanto rapida forma di prevenzione negli utenti.

Quindi se in passato il desiderio di poter avere un numero di contatti e amici sempre maggiore era considerato una prima forma di dipendenza, oggi ci viene spiegato come un numero elevato di contatti  all’interno della nostra rete di amicizie, possa rivelarsi un buon investimento per la nostra salute.

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