Padre Francesco, il prete che caccia i cani dalla messa di Natale

Pippo e Macchia, cani di quartiere di Avellino, cacciati dalla chiesa del Rosario durante la messa di Natale. Il nome del prete? Padre Francesco...

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Pippo, il cane di quartiere cacciato dalla messa di Natale da padre Francesco (Facebook: Katia Mauriello)

AVELLINO - Potrebbe sembrare una barzelletta, o forse sarebbe meglio che fosse tale. Nella messa del giorno di Natale, padre Francesco Benincasa – dall’altare della chiesa del Rosario, edificio di culto di riferimento della comunità religiosa di Avellino – ha interrotto l’omelia per cacciare dalla chiesa Pippo e Macchia, i due cani di quartiere colpevoli di essere entrati nella casa del Signore. Non solo: l’episodio si è trasformato in un’occasione per padre Francesco per cogliere la palla al balzo ed attaccare il sindaco Paolo Foti. Colpevole, a suo parere, di non essere in grado neanche di togliere due randagi dalla strada.

LA MATTINA DI NATALE - L’episodio è riportato da «il Mattino» di Avellino di oggi, e la chiave di lettura del corsivo sulla vicenda ha ulteriormente alimentato le polemiche. I cani Pippo e Macchia sono i due classici cani di quartiere. Bazzicano quotidianamente per il Corso del capoluogo di provincia, mai aggressivi e benvoluti da cittadini e commercianti della zona. A non voler particolarmente bene ai due è invece proprio padre Francesco, che a Natale ha tenuto messa presso la Chiesa del Rosario, lì dove già un anno fa si consumò un piccolo scandalo con don Giovanni Botta, che aveva deciso di “spretarsi” a 60 anni per coronare il proprio sogno d’amore con una 32enne del salernitano.

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Pippo (Facebook: Katia Mauriello)

E nella messa del 25 dicembre, la mattina di Natale, è arrivato a sospendere l’omelia nel momento in cui i due cani si sono avvicinati nei pressi dell’altare, dopo essere entrati dalla scalinata principale. Stando alle testimonianze dei presenti, il prete ha interrotto l’omelia – nella quale aveva ripreso anche alcune parole di san Francesco – e ha chiesto sbrigativamente a qualcuno dei presenti di allontanare gli animali dalla casa del Signore. Uno dei fedeli si è alzato e ha provveduto a far uscire i due cani dalla chiesa utilizzando maniere non convenzionali. Secondo alcuni presenti l’uomo avrebbe rifilato agli animali alcuni calci, secondo altri sarebbe stata utilizzata anche una prolunga elettrica a mo’ di frusta in maniera scomposta, correndo il rischio di ferire anche alcuni fedeli.

PADRE FRANCESCO, DICHIARATAMENTE NON-ANIMALISTA - Padre Francesco prima di avviarsi alla conclusione della funzione ha confessato il proprio non-animalismo e ha colto la palla al balzo per un attacco all’amministrazione comunale diretta dal sindaco Paolo Foti. Con la presenza dei due cani in chiesa, ha riferito dall’altare padre Francesco, si era superato ogni limite. Da salernitano, il prete ha ammesso di soffrire per la condizione in cui si trova la città di Avellino, se il sindaco non è in grado di trovare neanche una sistemazione a due cani randagi. Padre Francesco si concesse uno show dall’altare già nel ferragosto avellinese, quando criticò fortemente la scelta dell’amministrazione di collocare i bagni chimici previsti dal cartellone estivo avellinese troppo vicini alla chiesa del Rosario. “Uno spettacolo indecoroso, una scelta di cattivo gusto e che ci offende” – disse all’epoca padre Francesco.

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L’articolo de “il Mattino” di Avellino

L’ARTICOLO PRO-PADRE FRANCESCO E IL SIT-IN PACIFICO - L’articolo del Mattino, a firma del direttore Generoso Picone, ha ulteriormente aizzato gli animi, a causa della strumentalizzazione politica data alla vicenda, in cui si è arrivati a rispolverare anche la tardiva rimozione di un topo morto la scorsa estate. Una critica alla – criticabilissima – amministrazione del Comune di Avellino, ma decisamente pretestuosa se parte dalla cacciata di un cane dalla chiesa da parte di un prete. Facendo sottintendere in maniere neppure tanto velate che il gesto di padre Francesco non è stato poi così criticabile.

La cacciata di Pippo e Macchia, invece, sta sollevando scalpore e grandi proteste nella comunità avellinese, indignata dal gesto plateale del prete. E il tam tam virtuale è subito partito: per domani mattina tutti gli amanti dei cani e degli animali hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al Rosario ad Avellino: alle 10.30, prima della messa “principale” della mattinata, una protesta pacifica con cani e gatti al seguito si terrà sul sagrato della chiesa. Per ricordare a padre Francesco che anche gli animali sono creature del Signore. Se è persino superfluo ricordare la posizione dell’omonimo Francesco d’Assisi nei confronti degli animali, è ancora più strano che la cosa sia sfuggita proprio ad un prete dell’ordine dei frati predicatori. Che sono comunemente conosciuti come domenicani: dal latino dominus cani, cane del Signore.

Francesco Guarino
@fraguarino

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8 Risponde a Padre Francesco, il prete che caccia i cani dalla messa di Natale

  1. avatar
    Che razza di articolo scrivete? 27/12/2014 a 19:17

    è ridicolo utilizzare il diritto d’informazione, verso un’eccessiva strumentalizzazione di parole e avvenimenti.

    Il fastidio non è rivolto alla presenza o meno di animali in chiesa, è difatti ben risaputo che Padre Francesco ha sempre invitato i fedeli all’attenzione.

    L’avvenimento in questione fa riferimento alla presenza sull’altare dei due cani, i quali sebbene giocosi e inoffensivi, distraevano l’assemblea.

    Lo stupore del Padre è del tutto lecito: “sebbene siano ben voluti nella casa del Signore è possibile che sia questo l’unico spazio per loro? Non c’è nessuno che si prende cura di loro?”

    Rispondi
  2. avatar
    Roberto 27/12/2014 a 20:21

    Gent.mo Francesco Guarino, nel leggere il suo “scritto”, mi vengono in mente alcune legittime domande…
    La prima: ma lei a messa c’era?
    La seconda: se lei non c’era (perchè è evidente che non c’era visto le innumerevoli inesattezze e falsità citate nell’articolo)… chi le ha passato l’informazione? Spero almeno qualcuno che c’era o anche a questo l’informazione è stata passata? Se così fosse… trattasi di informazione di terza mano che giustificherebbe tutto il suo scritto anche se non giustificherebbe lei che sotto l’articolo ci ha messo la firma.
    La terza: ha mai giocato al gioco del telegrafo? Il passaparola di un fatto sussussurrato di volta in volta all’orecchio del vicino? Il divertimento del gioco consiste proprio nel constatare che il racconto giunto all’orecchio dell’ultimo partecipante al gioco è completamente diverso dal racconto originale.
    Ecco… a me pare che questo “articolo” sia frutto del gioco del Telegrafo. Si perchè le uniche cose esatte sono i nomi dei protagonisti (cani compresi).
    I fatti…
    Padre Francesco dopo aver giustamente denunciato l’assenza delle istituzioni dinanzi a varie richieste di aiuto ha più volte sorriso dell’atteggiamento giocoso dei due cani.
    L’omelia è stata interrotta non certo per i due cani ma per un’incomprensibile “alterco” sorto tra altre specie animali (uomini e donne) in fondo alla chiesa che non si è riusciti ad interrompere se non con la recita del “Credo”.
    A prescindere dalla facile demagogia profusa a piene mani sul nome Francesco e sull’etimologia del nome Domenicani c’è da dire che probabilmente i due simpatici Pippo e Macchia non sarebbero mai entrati in un qualsiasi Ufficio Comunale, Ospedale, Scuola, Luogo Pubblico in genere… non gli sarebbe mai stato permesso! Inoltre se cani di quartiere sono è perchè nemmeno nessuno del quartiere li ha voluti ospitare a casa sua.
    In quanto al fedele a cui padre Francesco ha chiesto sbrigativamente di intervenire… trattasi di un noto professionista ed ex proprietario di cani che si alzatoi sua sponte per attirare l’attenzione dei due cani ed accompagnarli all’uscita per agevolare lo svolgimento della celebrazione che ancora non era arrivata alla “comunione” che avrebbe visto l’avvicinarsi di anziani e bambini all’altare. Le cronache sono piene di cani che non avrebbero fatto male ad una mosca ma che imprevedibilmente, forse disturbati dalle reazioni scomposte di persone incapaci di gestire l’incomprensibile ed ingiustificabile paura hanno attaccato o creato comunque problemi di ordine pubblico.
    Tutto il resto è “fuffa” dai bagni chimici che non vorreste nemmeno davanti alla porta della vostra redazione ad andare avanti.
    Ultima domanda… perchè invece di sollecitare sit-it non proponete a tutti questi falsi animalisti di adottare Pippo e Maccha per donare loro un tetto sopra la testa?
    Grazie.

    Rispondi
  3. avatar
    Francesco Guarino 28/12/2014 a 04:11

    Gentile Roberto,

    chi scrive non era presente, ma la sua fonte ovviamente non è un “sentito dire”, bensì più persone presenti alla messa, da cui è stata fornita e confermata la versione dell’articolo. Il gioco del telegrafo lo lasciamo ai bambini dell’asilo, quindi farò finta che lei non abbia offeso il mio lavoro con insinuazioni puerili.
    Potrei anche darle ragione sul fatto che i due cani non sarebbero riusciti ad entrare in un altro luogo pubblico, come un ospedale o una scuola, ma da un uomo di chiesa ci si aspetterebbe un atteggiamento diverso, non crede? E soprattutto una maggiore cura per la salvezza delle anime, rispetto a quella del decoro della propria chiesa – intesa come edificio – che di certo non è irrimediabilmente intaccata dalla presenza di due cani.
    In merito all’allontanamento dei cani dalla chiesa mi sono permesso io di esprimere il concetto al condizionale, ma le mie fonti hanno parlato esplicitamente di calci da parte di un uomo per allontanare gli animali. E del relativo silenzio del parroco sul gesto.
    Nessuno si prende cura di loro e quindi se non hanno un tetto sopra la testa non sono di nessuno? Le ricordo – e come lei lo ricordo all’altro anonimo commentatore – che la figura del cane di quartiere è stata riconosciuta e tutelata legalmente da diverse amministrazioni comunali in Italia.

    Saluti

    FG

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  4. avatar
    Marco 28/12/2014 a 10:36

    Caro Roberto , io alla messa ero presente !!! Dico che è tutto esatto il racconto di Francesco , forse l’ unica inesattezza ( forse perché avvenuta lontano da me) è la vicenda dei calci ,in quanto ho visto con i miei occhi l’ utilizzo da parte di un assistente di Padre Francesco di una prolunga elettrica utilizzata come una frusta per scacciare il cane . Questo é ben più grave in quanto oltre che maltrattare un cane ha messo a rischio l’incolumità delle persone che assistevano alla messa in quanto il cane avrebbe potuto reagire !

    Rispondi
  5. avatar
    Tiziana 28/12/2014 a 12:34

    Bel rispetto per la Vita.. davvero complimenti per l’amore universale che la chiesa continua a declamare. Manco i più piccoli tra i suoi figli, questo rispetta… che schifo… e poi parlano dei musulmani. Ma solo l’uomo è “puro”? con tutte le cattiverie antropocentriste che perpetra da secoli nei confronti di tutta la Creazione di DIO? Si vada a confessare, Padre, perchè ha peccato: un bel bagno nell’acqua santa recitando il “cantico delle creature” di San Francesco dovrebbe ripulire la sua anima da queste sporche scorie di odio, discriminazione e razzismo.

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  6. avatar
    Francesco Guarino 28/12/2014 a 14:14

    Gentile Roberto,

    grazie per la sua testimonianza. Anche oggi altre voci mi hanno riportato quanto da lei detto, ritengo doveroso integrarlo nell’articolo.

    Saluti

    FG

    Rispondi
  7. avatar
    volteio moretto 29/12/2014 a 17:30

    esisri anke preti de merda, questo xe´ uno

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    Ospite 29/12/2014 a 20:33

    Salmi 144, 8-9:  Paziente e misericordioso è il Signore, lento all’ira e ricco di grazia,  Buono è il Signore verso tutti, la Sua tenerezza si espande su tutte le creature. Marco 16, 15: Gesù disse loro:” Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”. Detto questo cosa dice il Vangelo, ovvero la parola di Gesù cioè la verità? Lasciamolo dire a Gesù in Giovanni 13, 34-35: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”.
    Adesso mi domando, questo “pastore” di chi è discepolo e nel nome di chi parla?
    Una cosa è non essere un “animalista”, un’altra e non avere alcuna pietà per le creature, c’è una differenza abissale, la stessa differenza che passa tra l’andare in Africa sul campo a prendersi cura dei bambini più poveri e bisognosi e starsene in Italia e picchiare il primo bambino che incontriamo sulla nostra strada e da cui ci sentiamo infastiditi. In mezzo ci sono tante persone che magari non vanno lontano a fare cose grandi, ma conservano la propria umanità e pietà verso il loro prossimo. La stessa cosa vale per le creature, tra il non essere animalista e avere l’odio nel cuore verso le creature di Dio ce ne passa….

    Rispondi

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