Ave Roma. Il campionato ringrazia

31esima giornata: la Roma vince meritatamente il big match dell’Olimpico: Inter distratta e nervosa. Solo pari per il Milan, il Palermo tiene a bada le tre inseguitrici per l’ultimo posto Champions. Giornata nera sul fronte delle tifoserie

di Francesco Guarino

Quando si dice “il dodicesimo uomo in campo”. Il coro “Roma, Roma, Roma”, intonato dalle 80mila voci dell’Olimpico, è qualcosa di difficile da spiegare, se non si è lì a viverlo in prima persona. Roba che Venditti ci potrebbe campare di rendita con i soli diritti d’autore. L’Inter, invece, non riesce a sopravvivere alla forza d’urto degli uomini di Ranieri e lascia 3 punti e tanta sicurezza sul campo della diretta inseguitrice. Una sicurezza che si schianta contro il palo colpito da Milito al 93’, ma che, se anche quel tiro si fosse tramutato in gol, sarebbe stato un premio troppo generoso per la banda Mourinho. Generoso è anche il Milan, che, privo di nove titolari, non va oltre il pareggio contro la Lazio. Mostruosa tripletta di Miccoli: a Palermo si fa la corsa per rinnovare i passaporti. La Sampdoria si fa bloccare in casa dal Cagliari e agguantare in classifica da Napoli e Juve. Poco movimento in coda alla classifica.

Luca Toni

SCONTRO TRA GLADIATORI – Massimo Decimo Mourinho contro Appio Claudio Ranieri. La storia cinematografica vorrebbe il gladiatore nerazzurro vincente in guerra, ma defunto nella battaglia decisiva. Lo scopriremo solo a fine campionato. Sabato, nel frattempo, il condottiero romano la sua battaglia l’ha vinta: la Roma ha demolito l’Inter sul piano fisico e del gioco. Julio Cesar si è travestito da Dida per una notte e ha regalato a De Rossi il facile gol dell’1-0; nella ripresa il solito Milito ha rimesso la situazione in parità, sfruttando la clamorosa mancata segnalazione di fuorigioco dell’assistente del signor Morganti. A far impazzire la Sud ci ha pensato Luca Toni, con una rete da predatore d’area che ha insignito la Roma, probabilmente a titolo definitivo, del titolo di diretta sfidante per lo scudetto. Un solo punto separa ora i capitolini dalla capolista. Il Milan sta pagando a caro prezzo l’esiguità numerica della rosa: l’1-1 con la Lazio (Borriello e Lichtsteiner) è figlio delle assenze di Nesta, Pato, Pirlo, Ronaldinho e dell’inadeguatezza dei ricambi. Occasione sciupata per mettere pressione all”Inter, che resta avanti ancora di 3 lunghezze. Chi non vuole finire di stupire è il Palermo, che resiste con i denti al quarto posto. Sontuosa tripletta del bomber tascabile Miccoli e Bologna annichilito per 3-1.

INFERNO BIANCONERO – A Torino tira una brutta aria per la Juventus: all’uscita dell’albergo, prima di avviarsi allo stadio, piovono uova e bottiglie contro il pullman societario, mentre Zebina quasi incassa un ceffone. In un clima surreale, la Juve è di fatto obbligata a vincere contro l’Atalanta. Del Piero prende la squadra sulle spalle (un gol e un assist), Felipe Melo timbra il decisivo 2-1 e festeggia chiedendo scusa ai tifosi per gli insulti di due settimane prima: bel gesto. Il Napoli soffre più del dovuto contro il Catania e ringrazia la svista di Valeri, che non rileva una smanacciata in area di Maggio, che di ruolo è esterno di centrocampo, mica portiere. Di Paolo Cannavaro (attualmente quello degno della Nazionale dei due fratelli) il gol decisivo. Sampdoria svogliata a Genova: l’1-0 di Guberti toglie mordente alla manovra doriana e il pareggio di Nenè al 36’ della ripresa ci sta tutto, anche per rialzare un po’ anche il morale del Cagliari. A Firenze i rumours esterni vorrebbero Prandelli a spasso nel giro di poche settimane. La curva risponde invocando e osannando il tecnico, la Fiorentina stende 4-1 l’Udinese e tutto finisce a tarallucci e Chianti.

BIS-COTTI – Delle due l’una: o il Chievo è diventata una squadra molto prevedibile, oppure ci stanno prendendo gusto a scendere in campo col risultato già “deciso”. Il 95% degli scommettitori punta sull’X di Chievo-Parma e indovinate come finisce la partita? Uno 0-0 che dovrebbe istigare i 9mila paganti a chiedere il rimborso del biglietto. Un palo del Chievo e una traversa del Parma indorano abbastanza la pillola: non sarà il secondo biscotto, ma almeno una colomba pasquale le due squadre se la sono divisa. Il Siena blocca il Genoa in casa grazie a un super-Curci, il Livorno riacciuffa il Bari a dieci minuti dalla fine. Cosmi gracchia: «La squadra manca di qualità? Chiedete al D.S. Ricci, io ci metto la faccia, non il posteriore». Tutti in Toscana a tifare Serse: se il Livorno retrocede dove lo troviamo un altro così?

David Pizarro ai tempi dell'infelice avventura interista

PROMOSSI E BOCCIATI – Ve lo chiediamo dal profondo del cuore: liberateci da Simona Ventura. Non le basta trasformare un programma sul calcio (perché è di quello che in teoria si dovrebbe parlare a “Quelli che il calcio”) in una filiale dell’Isola dei Famosi: nel collegamento col Tg2 (del quale non sentivamo per nulla il bisogno) per annunciare annuncia i momenti clou (!) della puntata, si presenta davanti alle telecamere con gli occhi spiritati e la faccia paonazza di chi è uscita dieci minuti fa dal lettino abbronzante. Nonché, tocco di classe, i bigodini ancora ben arrotolati in testa. Mettetela su un elicottero assieme a Luca Ward: lui saprà cosa farne. Bocciatura in toto per il pianeta tifo: a Milano ululati razzisti dei tifosi laziali contro Seedorf, a Torino uova e bottiglie di vetro contro la Juve, a Genova sputi sul presidente del Cagliari Cellino, a Livorno dodici bombe carta (dodici, mica una) fatte esplodere a partita in corso. Poi gli ultras si permettono di protestare quando, in trasferta, vengono messi nelle “gabbie” sorvegliate e destinate appositamente ai tifosi fuori casa. Voi dove le mettereste le bestie, se non in gabbia? Standing ovation per David Pizarro, vero protagonista della vittoria giallorossa contro l’Inter. All’Olimpico ha fatto tutto quello che un centrocampista deve fare: correre, interdire e costruire. Sembrava quasi che avesse qualcosa di personale contro l’Inter. La foto a margine e il numero di presenze in nerazzurro (24, quasi tutte partendo dalla panchina) risolvono il dilemma. Pollice in su anche per Fabrizio Miccoli, ancora protagonista con un’altra tripletta. Con un attaccante così ci sarebbe da fare solo una cosa: portarlo in Sudafrica. Tra l’altro, occupa pure poco spazio in valigia.

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