Avatar, ci siamo (quasi)

di Chiara Collivignarelli

Sabato sera la prima a Roma del film di James Cameron, il più rapido nella storia del cinema a raggiungere il miliardo di dollari di incasso. Grazie soprattutto alla spettacolarità delle immagini. Definite all’unanimità una meraviglia tecnologica mai vista prima. L’unico parere contrario? Dal Vaticano

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Il “re del mondo” James Cameron vede realizzarsi in questi giorni un sogno durato 14 anni, contemplato dal 1995, prima dell’uscita del suo Titanic ancora al primo posto dei box office di tutti i tempi. Il progetto Avatar è diventato realtà solo nel 2009 grazie all’evoluzione della tecnologia, fino a pochi anni fa non all’altezza di concretizzare l’idea che il regista di Alien e Terminator covava da tempo. Quella di dare vita al pianeta Pandora – abitato dalla popolazione Na’vi, composta da misteriosi esseri dalla pelle blu – e alla storia di un marine (interpretato da Sam Worthington), che nel ventiduesimo secolo giunge in quel mondo remoto grazie appunto a un avatar, immagine virtuale controllabile a distanza. Con lo scopo (iniziale) di assoggettarne gli abitanti per permettere ai suoi superiori di impossessarsi dei minerali preziosi presenti sul pianeta.

La pellicola più costosa – ben 400 milioni di dollari – della storia, realizzata al 60% in 3D e al 40% in live action, è uscita in tutto il mondo lo scorso 18 dicembre e approderà sui nostri schermi solo venerdì 15 gennaio, probabilmente per la volontà dei distributori italiani di evitare lo scontro con i ritriti cinepanettoni nostrani. Sabato sera la prima a Roma, blindatissima e straripante di vip (Sergio Castellitto e Claudia Gerini tra gli altri). Tutti in fila per accaparrarsi i magici occhialini che tra poco permetteranno anche a noi di assistere a qualcosa che tutto il mondo ha già definito così straordinario da segnare una svolta epocale nella storia del cinema. Che sarebbe già stata segnata da un prima e da un dopo Avatar.

Alla prima mondiale di Londra, tenutasi poco meno di un mese fa, il film ha raccolto solo consensi da parte dei critici. Alcuni hanno ritenuto la trama forse non eccessivamente originale, pur strettamente connessa all’attualità dei nostri tempi: le questioni affrontate sono infatti la furia colonizzatrice degli umani nei confronti di una civiltà diversa dalla propria, lo sfruttamento delle terre altrui, il razzismo, l’impossibilità di dominare la natura, la nascita di una tecnologia futuribile in grado di creare creature da comandare a distanza tramite una connessione mentale.

http://images.eonline.com/eol_images/Entire_Site/20091214/425.Avatar.Saldana.Worthington.lc.121409.jpgSu tutto, però, dominerebbero le immagini. Definite incredibilmente sbalorditive anche da quei (pochi) a cui la pellicola non è piaciuta, come la destra conservatrice americana, secondo la quale il film non sarebbe altro che una melensa miscela di antimilitarismo e superficiali critiche ai cambiamenti climatici. Il presidente Barack Obama, per contro, ha approfittato delle feste natalizie per goderselo con tutta la famiglia, ricevendo una buona dose di critiche a causa del divieto ai minori di 13 anni (quali sono Malia e Sascha, le figlie del presidente) cui è stata sottoposta la pellicola negli USA. Il film è stato stroncato anche dall’Osservatore Romano, organo della Santa Sede, che lo ha definito “un polpettone panteista”.

Per il resto, solo acclamazioni e pollici alzati. Il quotidiano inglese The Sun ne ha parlato come del “più abbagliante film del decennio”, la prestigiosa rivista Empire ne ha scritto come di “un’esperienza enormemente appagante”.

Quel che è certo è che ormai ci siamo: tra pochi giorni potremo, finalmente, vedere tutto con i nostri occhi. E decidere se le nuove frontiere virtual-cinematografiche continueranno a essere in grado di farci emozionare.

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2 Risponde a Avatar, ci siamo (quasi)

  1. avatar
    Laura 11/01/2010 a 13:19

    Mah…la dichiarazione del regista letta sui giornali “Riesco solo a lavorare a progetti costosi” (in riferimento ai costi esorbitanti per gli effetti speciali) mi ha un po’ “schifato”. Tanto buon cinema indipendente e di spessore non riesce ad uscire proprio per mancanza di fondi, quindi è triste pensare che questi colossi siano pompati solo per recuperare quanto speso e che tanto denaro sia dato sulla base di un nome popolare (Cameron) e non per la qualità del progetto. Sinceramente a me i trailer non hanno comunicato nulla se non un Ohh!!! di stupore per l’effetto 3D, ma non credo che sia abbastanza per gridare al capolavoro. Spero abbia profetizzato bene Curzio Maltese: che il film finisca nella Quarta dimensione, quella del flop!!

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  2. avatar
    nuok 11/01/2010 a 15:25

    Ecco la nostra recensione da New York! Cameron balla con gli Avatar http://svel.to/lw

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