Australia, stop ai sussidi per chi non fa vaccinare i figli

La proposta è stata avanzata dal premier Tony Abbott, con l'obiettivo di ridurre la crescente obiezione di coscienza nei confronti dei vaccini in Australia

AustraliaStop ai sussidi e agli assegni statali per le famiglie che decidono di non vaccinare i figli. Questa la proposta avanzata in Australia dal premier conservatore Tony Abbott, sulla quale maggioranza e opposizione sembrano essere già d’accordo. «I cittadini possono, se lo vogliono, opporsi alla vaccinazione dei loro bambini - ha dichiarato il primo ministro - ma se non fate vaccinare i vostri bambini, a meno che non sia per motivi strettamente religiosi o medici, non avrete diritto ai sussidi statali».

I DATI SUI VACCINI – Una misura ideata per contrastare la crescente obiezione di coscienza sui vaccini. In Australia difatti, nonostante il tasso di vaccinazioni sia particolarmente elevato – oltre il 90% – al momento sono circa 39mila i bambini sotto i sette anni che non ne hanno fatto ricorso, per buona parte dei quali – circa 24mila – i genitori hanno firmato un modulo che testimonia la loro “obiezione di coscienza” ai vaccini per motivi religiosi, personali, ideologici o medici.

LA PROPOSTA DI LEGGE - Qualora la normativa proposta da Abbott dovesse entrare in vigore, l’obiezione di coscienza continuerà ad essere permessa, ma implicherà l’esclusione della famiglia dagli aiuti statali. Secondo il primo ministro difatti, «la scelta di non immunizzare i propri figli non è supportata da alcuna politica pubblica o ricerca medica», pertanto «un simile comportamento non dovrebbe essere supportato dai contribuenti sotto forma di sussidi per l’infanzia». In particolare, la legge si basa sul principio secondo cui la vaccinazione non è una scelta individuale, ma una responsabilità nei confronti dell’intera comunità. Come spiegato da un articolo del medico australiano Dean Robertson, apparso sul Sunday Herald e ripreso da Il Post, i bambini non vaccinati beneficiano comunque della c.d. “immunità di gruppo“, ovvero dalla riduzione della circolazione di un virus dovuta alla vaccinazione degli altri. Ragion per cui, spiega Robertson, tale protezione spetta di diritto ai bambini che non possono essere vaccinati, ma non a quelli che subiscono le conseguenze di una scelta «male informata» dei genitori. Un principio che è stato ripreso nella proposta di legge, dalla cui applicazione saranno esclusi solamente i bambini che non possono essere vaccinati per motivi medici e quelli affiliati ad un gruppo religioso la cui obiezione sia formalmente riconosciuta dal governo federale.

 

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: vitadamamma.com

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