Australia: esercito sotto accusa per incendio alle Blue Mountains

La mappa che mostra l'estensione dell'incendio vista dal satellite (NASA-BBC)

La mappa che mostra l’estensione dell’incendio vista dal satellite (NASA-BBC)

Ulladulla – Una esercitazione di routine dell’esercito australiano si è trasformata, in questi giorni, in una vera e propria emergenza ambientale quando l’incendio provocato si è espanso improvvisamente, distruggendo una considerevole parte della riserva delle Blue Mountains.

Lo riferisce la BBC, che cita il capo della New South Wales Rural Fire Service, Shane Fitzsimmons, secondo il quale «non è stato un atto deliberato, ma un contro-effetto di un’attività di routine, e chiaramente non c’è stata alcuna intenzione di procurare un incendio come risultato di questa attività». Le autorità, compreso il sindaco di Blue Mountains Mark Greenhill, hanno comunque accusato i Vigili del fuoco australiani di non aver compreso il rischio in maniera concreta, mentre il ministro della Difesa, George Brandis, ha assicurato che «il Fire Service ha compreso chiaramente i risvolti della vicenda e collabora con le autorità e la polizia del New South West che stanno investigando sulle cause dell’incendio».

Secondo l’ultimo bilancio fornito dal Fire Service, l’incendio “procurato” ha provocato la distruzione di 200 case, di migliaia di ettari di boschi e la morte di uomo, il pilota 43enne di un aereo che trasportava acqua per spegnere i roghi, precipitato questa notte a Ulladulla, una località 200 km a sud di Sydney.

Il problema degli incendi in Australia è particolarmente grave, e quest’anno la stagione dei roghi si è estesa a causa dell’inaspettato aumento delle temperature (basti pensare che nell’emisfero boreale le stagioni sono invertite), che ha contribuito all’avanzare del fuoco. I boschi australiani, composti al 90% da piante di eucalipto, sono poi a forte rischio d’incendio, in quanto composti in parte da sostanze oleose che contribuiscono alla durata del fuoco.

Ecco perché, dopo una settimana di azione continuata dei vigili del fuoco, ci sono ancora oltre 60 roghi attivi, in una zona a est di Sydney, e il miglioramento delle condizioni meteorologiche non ha prodotto risultati di rilievo, anzi, vista la necessità di procedere a evacuazioni di massa dei cittadini che vivono nelle zone più minacciate dal grande incendio.

Stefano Maria Meconi

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