Aumentano le allergie: colpa del benessere

Sono centinaia di milioni le persone che nel mondo soffrono di allergia

Può sembrare un controsenso eppure è proprio questo il motivo principale di incremento di reazioni allergiche in tutto il mondo occidentale.

Non è una vita facile quella degli allergici che ogni anno, soprattutto con l’arrivo della primavera, devono sopportare continui starnuti, occhi che lacrimano senza sosta e naso che cola perennemente.

Queste sono solo alcune delle manifestazioni più diffuse dei disturbi legati alle allergie stagionali e non. Prurito, pelle arrossata e persino shock anafilattico, sono altre conseguenze più o meno gravi, con cui devono convivere coloro che sono allergici o intolleranti a determinati cibi o sostanze con cui entrano in contatto.

Il numero delle persone che soffrono di una qualche forma di allergia nel mondo, è stimato a centinaia di milioni e si tratta di un dato in continuo aumento.

La causa scatenante dell’aumento di questo fenomeno è da rintracciare nel cambiamento del nostro stile di vita, molto cambiato negli ultimi decenni. Cinquanta anni fa i bambini giocavano all’aperto e vivevano in un mondo meno sterile rispetto a quella che è la vita dei giovani di oggi, che trascorrono gran parte del tempo al chiuso, entrando in contatto con cibi perfettamente conservati grazie alle norme vigenti al riguardo. Questo ha indubbiamente conseguenze sulla loro flora batterica intestinale, portando il sistema immunitario a “impazzire”.

A questa prima causa, è necessario aggiungere la pessima qualità dell’aria che respiriamo oggi; è ricca di fumo e smog e questo ci espone inevitabilmente a rischio di asma e allergie. Alcune ricerche hanno dimostrato che i bambini che in città vivono al primo piano, più vicini alla strada, sono più esposti al rischio di asma e allergie che non quelli che abitano agli ultimi piani. Anche i nostri ambienti domestici, sono da considerare comunque un luogo poco sicuro: sono infatti sempre più sigillati rispetto all’esterno e questo crea le condizioni ideali per il proliferare di acari e muffe.

Infine è colpa dell’inquinamento se la “stagione delle allergie” risulta essere sempre più lunga. Uno studio italiano dimostra infatti che negli ultimi 27 anni la stagione di pollinazione della parietaria si è allungata di 100 giorni.

Cosa dovranno aspettarsi perciò i milioni di allergici che ogni anno temono l’arrivo della primavera? È difficile da prevedere, ma le prospettive non sono delle migliori, dato che nell’aria sono ancora presenti i virus tipici dell’inverno, che rendono instabili le vie aeree, facilitando la comparsa dei sintomi in chi è allergico. Sono proprio le allergie che interessano le vie respiratorie a destare maggiore preoccupazione negli esperti, che però non nascondono di ritenere piuttosto problematiche anche quelle legate al cibo.

La prova del nove che fa scomparire ogni dubbio sul fatto che le allergie siano in aumento per colpa del nostro stile di vita e dell’ambiente, riguarda l’aumento delle allergie negli immigrati, che ne risultano essere molto più sensibili ai fattori allergici, rispetto a quanto lo fossero nei propri paesi di origine.

L’aumento delle allergie insomma, è il prezzo da pagare per il benessere e per le migliori condizioni di vita di cui, per fortuna, la nostra società può godere.

Sara Mariani

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