Augusto Minzolini, direttore di regime

Per i magistrati di Palermo Marcello Dell’Utri è reo di “concorso esterno in associazione mafiosa” ed è stato condannato a 7 anni di reclusione. Ma per il direttore del Tg1 il senatore è stato assolto dall’accusa di essere uno dei protagonisti dell’intreccio fra mafia e politica

di Sabina Sestu

Augusto Minzolini

La notizia è di primo piano: il senatore Marcello Dell’Utri condannato a sette anni di carcere in appello. Ma nell’edizione del Tg1 delle 13,30 di martedì 29 giugno, la condanna del co-fondatore del Pdl è venuta dopo quella della scomparsa di Pietro Tarricone. “Svista” scusabile se non fosse che è stata completamente distorta. Francesca Grimaldi, la giornalista del primo canale Rai che ha riportato la notizia, ha posto l’accento sul fatto che Marcello Dell’Utri è stato assolto per la presunta trattativa Stato-mafia, in quanto non ci sarebbero prove sufficienti per provarlo, e che la condanna in appello è stata ridotta di due anni rispetto al primo grado. Come dire che in fondo la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa non sarebbe così grave.

Francesca Grimaldi durante il tg

È forse questo un primo assaggio della cosiddetta legge bavaglio? Minzolini sta tenendo alta la sua fama di manipolatore dell’informazione. Saranno così anche i futuri giornalisti? È questo ciò che i politici si aspettano dal mondo dell’informazione? Per ora molte voci hanno gridato allo scandalo per come è stata gestita la notizia da un direttore  di una rete televisiva pubblica. Durante il servizio si è parlato di “costruzione accusatoria spazzata via”, quando invece la sentenza emessa è di tutt’altro spessore. Si è detto che vi sono “accuse di pentiti senza riscontri” perché la Corte d’Appello non ha accettato la testimonianza di Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo, in quanto non è stato ritenuto credibile, facendo credere ai telespettatori che ciò escluderebbe del tutto l’ipotesi di connivenza tra mafia e politica. Ma a Dell’Utri è stato riconosciuto il reato di aver intrattenuto rapporti con mafiosi dello spessore di Stefano Bontade e di uomini di Totò Riina e di Bernardo Provenzano, spietati assassini. E si è anche affermato che questa sentenza sarebbe una “doccia fredda per il Procuratore Generale Gatto”, eppure sono sette gli anni di condanna che sono stati comminati al senatore del Pdl.

Marcello Dell’Utri

Dopo le epurazioni che ha subito il primo canale della Rai, le notizie vengono riportate e proposte secondo il solo punto di vista del suo direttore. Rimasto ormai accerchiato dai soli giornalisti che sostengono la sua politica televisiva, Minzolini esterna, senza nessuna vergogna né pudore, la sua totale adesione al partito di maggioranza, nascondendo e manipolando le notizie che riguardano i nomi eccellenti del Pdl. Tutto questo in barba alla deontologia professionale. Uno scandalo come ha sottolineato il popolo viola. Non conta il fatto che l’insufficienza di prove per i reati di mafia dal 1992 ad oggi apriranno nuove inchieste e la ricerca di prove che possano inchiodare il senatore. E tanto meno sembra contare il fatto che i rapporti che ha intrattenuto Dell’Utri con le organizzazioni mafiose prima del 1992 sono state confermate in appello.

Queste sembrano davvero prove tecniche sul ddl intercettazioni, queste sembrano essere le conseguenze di una legge che tende ad eliminare la divulgazione della verità.

Foto | via http://paoladifraia.files.wordpress.com, http://www.telegiornaliste.tv, http://static.sky.it/; http://www.thepopuli.it

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