Auguri Presidente! I 75 anni amari di Berlusconi

Milano – Silvio Berlusconi festeggia oggi i tre quarti di secolo. Un numero importante. Una data da ricordare. Un giro di boa nella vita di ogni comune mortale. Solitamente, quando si festeggia una ricorrenza così importante, le persone sagge fanno un riflessione sugli anni trascorsi, tirano le somme e, se lo ritengono necessario, aggiustano il tiro. Il premier sarà tra questi? Se così fosse che cosa penserebbe della sua vita trascorsa? In odor di mafia, considerato da alcuni il più grande truffatore d’Italia, venerato da altri come l’uomo più capace del Bel Paese e il salvatore della Patria, Silvio Berlusconi avrebbe molto su cui riflettere riguardo i suoi primi 75 anni di vita. Di certo ha segnato la storia dell’ultimo trentennio italiano. Negli anni ’60 Berlusconi, allora poco più che ventenne, era pressoché sconosciuto alla maggior parte degli italiani, ma è proprio all’epoca che ebbe inizio la sua fortuna come imprenditore, culminata poi negli anni ’70 con la costruzione di Milano2 e l’apertura delle reti televisive.

 

Saverio Romano

Una carriera, quella del premier, che ha tanto di straordinario quanto di miracoloso. Sono in tanti a pensare che la fortuna di Berlusconi sia dovuta essenzialmente agli “agganci” politici, economici, sociali che il presidente del Consiglio in questi lunghissimi anni è riuscito ad intrattenere e mantenere nel mondo delle persone che contano nel jet set italiano ed internazionale, piuttosto che per sue doti personali. Sarà questo il motivo per cui la maggior parte dei suoi alleati di Governo sono ora implicati, secondo la magistratura, in qualche losco affare, protagonisti di scandali e connivenze con la mafia? L’ultimo, ma solo in ordine di tempo, è Saverio Romano, ministro delle politiche agricole, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa che giusto ieri è stato salvato in Parlamento.

 

Locandina di una iniziativa sulla P2

Difficile dimenticare l’iscrizione del premier alla P2, loggia massonica molto discussa negli anni ’80 in odor di rinnovamento totalitario del sistema costituito, con la tessera numero 1816. La loggia fu all’epoca al centro di scandali mai chiariti e di morti sospette (Calvi e Sindona, tanto per citare i più famosi). L’affiliazione alla P2 di Silvio Berlusconi metterebbe in evidenza quanto i suoi affari siano fortemente intrecciati con la storia occulta, passata e presente, dell’Italia. Persino la sua “discesa in campo” nell’arena politica nel 1994, viene vista da tanti commentatori politici come un tentativo, riuscitissimo, di salvare se stesso dalla galera e le sue aziende dalla bancarotta. Ma questa ormai è storia passata e probabilmente il nostro presidente del Consiglio vi ha già messo una pietra sopra. Ciò che probabilmente rende amaro questo suo 75esimo anno di vita non è il passato, ma i problemi odierni: i magistrati che cercano di fargli chiarire le sue posizioni in molti “affari” poco chiari, le intromissioni nella sua vita privata, l’economia che gli si è messa contro, il pessimismo delle famiglie “rosse” e quella fastidiosa stampa estera che parla sempre male di lui.

Sabina Sestu

Foto: spaccialeone.files.wordpress; risorsamezzogiorno; vogliosapere

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