Auguri Giovanni Boccaccio! Guida per festeggiare i 700 anni

Il francobollo in occasione del VII centenario (corrierenazionale.it)

Firenze – Ogni giorno c’è un motivo per festeggiare qualcosa. Esistono le feste nazionali, quelle patronali. In alcuni paesi si festeggia l’avvenimento di un miracolo, i cui avvenimenti e i modi di svolgimento si perdono nel corso della storia. Esistono poi i grandi anniversari. Le coppie festeggiano quelli di matrimonio. Le città quelle della propria fondazione. Alcuni anniversari però si disperdono nell’aria e rimangono sconosciuti, sebbene importanti e di rilevanza culturale. Oggi, ad esempio, ricorre l’anniversario di un grande scrittore, lume della nostra cultura e ispirazione per le altre: è il settimo centenario della nascita di Giovanni Boccaccio.

La scuola e i libri ci hanno sempre spiegato qualcosa di lui. Nato probabilmente nel comune fiorentino di Certaldo, Giovanni era figlio naturale del mercante Boccaccino di Chelino, autorevole cittadino e uomo d’affari che presto lo legittimò. La sua vita fu un continuo viaggiare e la possibilità di vedere città culturalmente attive per l’epoca, come Napoli, Firenze, Ravenna e Avignone, gli permettono di entrare in contatto con le personalità più di spicco di quei giorni, come Cino da Pistoia e il grande Petrarca.

La sua raccolta di cento novelle, nonché la sua produzione più celebre, il Decameron, è considerata ancora oggi una delle opere più importanti della cultura italiana, fondatrice della letteratura in prosa in volgare. Già nel 1525, l’umanista Pietro Bembo, ne Le prose della volgar lingua, inserisce il suo nome tra quello delle “tre corone”, cioè i modelli da utilizzare per la letteratura: Dante, se pur non troppo; Petrarca, per la poesia, e Boccaccio, per la prosa.

Ancora oggi, comunque, Boccaccio è un punto saldo per la nostra cultura; eppure non si respira molto l’anniversario della sua nascita. Pochi, se non nessuno, sembrano ricordarsi dello scrittore fiorentino. Non tutti però! A livello locale la data della nascita di Boccaccio è un’occasione per celebrare una cultura nata insieme a lui.Le celebrazioni sono organizzate dalla Regione, l’Ente nazionale Giovanni Boccaccio, il Comune di Firenze e naturalmente il Comune di Certaldo. Convegni, libri, musica, arte, teatro, concorsi, visite guidate e degustazioni: tutti eventi eseguiti all’insegna di uno dei maggiori letterati della storia.

VII centenario della nascita di Giovanni Boccaccio (media-cache.ec1.pinmg.com)

Il 5 giugno, ad esempio, è stato emesso un francobollo del valore di € 0,70  raffigurante una scultura rinascimentale di Giovanni Francesco Rustici dal titolo Cenotafio di Giovanni Boccaccio, realizzata nel 1503 e conservata nella chiesa dei SS. Jacopo e Filippo in Certaldo.

Altra iniziativa curiosa è stata svolta dall’azienda Adacto che, cercando di unire modernità e tradizione, ha realizzato il piano di comunicazione per il centenario. Il website boccaccio2013.it è stato realizzato mettendo al centro la varietà delle iniziative, in modo da essere fruibile come un social e aggiornato come un calendario, che stimola la curiosità intellettuale e la voglia di scoprire tutti gli eventi, le feste, le occasioni d’incontro di un programma densissimo che arriva alla fine del 2013.

La fama di Boccaccio e la voglia di rendergli omaggio non si fermano alla nostra Italia, però. A Mosca, infatti, è stato deciso di rendere omaggio allo scrittore con una mostra intitolata Boccaccio 10×10. La ricorrenza è un pretesto per ricordare l’eterna attualità del Decameron: i pittori non creano illustrazioni al libro di Boccaccio, ma propongono al pubblico un nuovo modo di sentirlo. Non solo: abbiamo già accennato che in USA il 2013 è l’anno della Cultura Italiana, e in occasione del settimo centenario della nascita di Boccaccio, il progetto Decameron Web ha lanciato il concorso per il miglior adattamento al linguaggio moderno di una novella del Decameron.

Boccaccio, per concludere, risulta quindi ancora fortemente attuale nella nostra cultura e nei nostri giorni, tanto da ispirare ancora artisti ed eventi. Conoscendo il suo spirito fortemente libertino e attaccato alla vita, sarebbe sicuramente fiero nel vedere che la sua nascita è ricordata con allegria ed un’occasione per mangiare, leggere e sapere. Potremmo giocare con le parole, simulando la lingua dei suoi tempi, e dire che:

«Tanti anni son passati, settecento: son volati!»

Francesco Fario

 

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