Assemblea Pd: si cerca l’accordo sulle regole delle primarie

Matteo Renzi e Pierluigi Bersani

Bersani e Renzi, i grandi protagonisti delle polemiche degli ultimi giorni (linkiesta.it)

Entra in una delle sue fasi più calde la battaglia che porterà, passando per le attesissime primarie, alla scelta del prossimo uomo di punta del Partito democratico: si terrà infatti oggi a Roma l’assemblea nel corso della quale si tratteranno le regole sulle basi delle quali i diversi candidati si sfideranno tra loro. A presiedere il vertice nazionale – nel quale verranno appunto discusse le modalità di scelta del prossimo candidato premier – Rosy Bindi, apparsa in verità piuttosto fredda circa le polemiche degli ultimi giorni.

«Regole delle primarie cambiate per mediare con Matteo Renzi? Niente di tutto ciò» – ha commentato la Bindi – «Delle regole, non è cambiato proprio niente, le regole sono sempre quelle». E sui recenti contrasti è intervenuto e interverrà nuovamente anche Pierluigi Bersani, secondo molti alla ricerca di un compromesso. La volontà espressa è quella di arrivare a giocarsela ad armi pari con Renzi: «Non intendo andare allo scontro, che nuocerebbe solo al Pd e al centrosinistra».

«Prima c’è il Paese, poi il partito, poi le ambizioni personali»: il messaggio di Bersani è stato dunque recepito come un  preciso segnale di apertura nei confronti di Matteo Renzi, cui oggi sarà consentito ufficialmente tramite deroga allo Statuto di concorrere alle prossime primarie. Poiché lo scopo è quello di evitare che i contrasti interni possano ulteriormente minare la stabilità del centrosinistra, è tuttavia probabile che le regole definitivamente approvate possano essere appunto diverse da quelle accennate tramite le  indiscrezioni che, negli ultimi giorni, avevano scatenato il malumore del sindaco di Firenze.

Oltre alla deroga, doppio turno, sottoscrizione del manifesto politico per ottenere la tessera elettorale e patto vincolante tra i candidati a sostenere il vincitore nella prossima legislatura saranno dunque i principi cardine del testo che sarà oggi votato, salvo ulteriori emendamenti, dai delegati riuniti all’hotel Ergife di Roma. Grande assente proprio Matteo Renzi, che ha preferito all’assemblea il tour che lo sta portando a percorrere in lungo e in largo l’Italia. Qualche commento caustico sulle ultime vicende è però arrivato, come di consueto, via Twitter: «Ridiamoci su, via, che è meglio».

Mara Guarino

Foto homepage via: polisblog.it

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