Assad da Putin: perché le critiche degli Usa sono ridicole

Assad

Bashar Al-Assad (foto: formiche.net)

Eric Schultz, portavoce della Casa Bianca, ha così commentato la visita del Presidente della Siria Bashar al-Assad a Mosca: «Abbiamo visto il benvenuto con tanto di tappeto rosso riservato a Mosca per Assad, che ha usato armi chimiche contro il suo popolo. Un’accoglienza in contrasto con gli obiettivi dichiarati della Russia per una transizione politica in Siria». A parte il fatto che non c’è neanche mezza prova che Assad abbia usato armi chimiche, tale dichiarazione risulta a dir poco ipocrita detta da un rappresentante degli Stati Uniti d’America.

AMICI DEGLI USA - Saddam Hussein, Presidente dell’Iraq, era uno che le armi chimiche le usava per davvero (come sanno bene i curdi iracheni che furono gasati a Halabja nel 1988). Nella guerra Iran-Iraq (1980–1988) però, proprio gli Stati Uniti appoggiarono Saddam. E senza andare a rispolverare il passato, attualmente gli Stati Uniti sono alleati di un paese che di democratico ha ben poco: l’Arabia Saudita. Per far capire quanto questo paese abbia a che fare con i diritti umani è sufficiente sapere che da poco un ragazzo è stato condannato alla decapitazione e successiva crocifissione fino a putrefazione per aver partecipato ad una manifestazione. E la stampa è così libera che l’edizione di agosto del National Geographic che aveva il Papa in copertina è stata vietata. Gli Stati Uniti sono alleati anche con la Turchia che ha da poco arrestato una giornalista olandese (Frederike Geerdink), che ha ucciso centinaia di curdi del PKK, che ha escluso due canali televisivi critici con il governo (Bugun Tv e a KanalTurk) dalle frequenze della Turksat.

Assad

Recep Tayyip Erdogan (foto: arabpress.eu)

DITTATORE A CHI - Assad ovviamente è criticabile come tutti i politici del pianeta, ma gli va riconosciuto di essere un capo di governo che garantiva la coesistenza pacifica di mussulmani e cristiani («Per decenni i cristiani siriani hanno vissuto pacificamente in una società insieme ad una maggioranza musulmana che era tollerante. C’era un clima cordiale di accettazione reciproca e di amicizia» parole dell’Arcivescovo di Aleppo Jean-Clément Jeanbart). Nella Siria di Assad, inoltre, non c’era spazio per la shari’a, tant’è che le donne erano – e sono ancora là dove non sono ancora arrivati i terroristi – liberissime di non indossare il velo, come fa la moglie di Assad, la first lady siriana.

Eric Schultz critica la Russia per aver ricevuto Assad, ma sarebbe bello se un giorno qualcuno spiegasse al mondo qual è la strategia degli Stati Uniti, i quali sembrano non avere affatto a cuore la pace in Siria e in generale nel Medio Oriente.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: formiche.net; arabpress.eu

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