Asinara: reality lavoro

Lotta operaia a passo coi tempi. Per ottenere l’attenzione dei media e riuscire a mantenere i proprio posto di lavoro, un gruppo di cassaintegrati si è auto esiliato sulla piccola isola dell’Asinara

di Sabina Sestu

Prendendo spunto dal celebre reality  show “L’isola dei famosi”, un gruppo di operai della Vinyls, ex Enichem  industria chimica  di Porto Torres, hanno avuto l’idea di protestare sull’isola dell’Asinara. Celebre per aver “ospitato”,  nei locali dell’ex super carcere di sicurezza, mafiosi del calibro di Totò Riina, ora l’isoletta situata a nord della Sardegna è diventata teatro della disperazione dei cassaintegrati. Sono, infatti, ormai quasi quattro settimane che gli ex dipendenti della Vilnys si sono rifugiati all’Asinara per portare alla ribalta delle cronache la tragedia che si è abbattuta sulle loro vite: la perdita del posto di lavoro. Sono padri di famiglia, con mutui da pagare e con l’angoscia nel cuore per aver perso la sicurezza del posto fisso.

L’originale iniziativa sembra, comunque, aver avuto successo considerato che  politici, giornalisti, sindacalisti e supporter comuni, si recano quasi quotidianamente a visitare i “naufraghi” che combattono per mantenere il proprio lavoro.  Su facebook, inoltre, il successo è ancora più che evidente, sono infatti oltre 69 mila gli iscritti al gruppo fondato dagli operai dell’Asinara. In soli due giorni più di mille fan si sono registrati sulla pagina del noto social network, dando man forte alla protesta mediatica. Segno che la crisi dell’occupazione della Sardegna è molto sentito. La probabile chiusura della Vilnys è, difatti, solo uno degli ultimi capitoli della triste situazione occupazionale che, da tantissimi anni, l’isola sta vivendo. E su questa cornice si deve guardare alla comparsa nell’ “isola dei cassaintegrati”, come è stata bonariamente soprannominata, dei lavoratori dell’Alcoa di Portovesme.

L’industria sarda sta lentamente chiudendo tutti i battenti e lo sbarco all’Asinara, il quattro di marzo, dei lavoratori di Portovesme non è altro che un tentativo di creare un ponte tra le crisi industriali del nord e il sud della Sardegna: vertenze che vedono migliaia di lavoratori in lotta per la salvaguardia del posto di lavoro. Al loro seguito diverse sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil e Rdb-Cub. Come foto simbolo il gruppo facebookiano ha scelto di mostrarsi dietro le sbarre delle celle che un tempo mostravano i volti dei più famosi delinquenti d’Italia. E, precisamente, affermano di sentirsi come reietti del mondo del lavoro. Molti di loro hanno percepito 800 euro in tre mesi. Sull’isola vivono grazie ai rifornimenti generosamente offerti da alcuni commercianti isolani.

Sulla home del gruppo creato dai lavoratori di Porto Torres si legge la loro storia e le loro rivendicazioni in pillole: “ L’UNICO REALITY “REALE”, PURTROPPO.  Il 24 Febbraio 2010 un gruppo di operai Vinyls (ex Enichem, Porto Torres), in cassaintegrazione da 4 mesi, è sbarcato sull’isola dell’Asinara, prendendo possesso delle sale dell’antico carcere. L’isola dei Cassintegrati è un reality “reale”, purtroppo, dove nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro. Trincerati in un’isola simbolo della più grande Sardegna ormai in crisi profonda, alloggiati in celle non peggiori delle sbarre che governo, regione ed Eni hanno messo loro davanti. Nessuno yacht, Billionaire e soubrette su quest’isola, solo la cruda verità di una politica che non dà risposte, e di una società a controllo statale – ENI – che persegue i propri scopi aziendali passando sulle vite di migliaia di famiglie. E, non ultimi, un gruppo di operai coraggiosi che lotta per i propri diritti.

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