Arte e moda nelle gouaches di Sonia Delaunay

La locandina della mostra con una delle gouaches

MILANO – gli avanguardistici bozzetti di Sonia Delaunay in mostra alla Fondazione Marconi fino al 31 marzo: sui due piani dello spazio di via Tadino circa cento gouaches realizzate tra il 1923 e il 1934 ove emerge la ricerca dell’artista sul colore, sul rapporto figura – sfondo e l’attenzione per le trame, oltre a molti studi che ne testimoniano l’elaborazione. Le gouaches esposte per la mostra Sonia Delaunay. Atelier simultané 1923-1934, la cui progettazione è testimoniata dai Libri Neri, costituiscono un corpus di ricerche importanti dove l’artista sembra anticipare problematiche poi affrontate da Dorazio, Morellet, Calder, Vasarely. Con le sue opere infatti la Delaunay ha contribuito a rivoluzionare la storia dell’arte, della moda e del costume, vestendo la Parigi del primo Novecento con i suoi abiti a rombi, stelline, pois, strisce e quadretti. L’artista Sarah Stern, diventata Sonia Terk dopo essere stata adottata da uno zio molto ricco che la fece studiare a San Pietroburgo e a Karlsruhe prima di portarla a Parigi, nasce nel 1885 in villaggio ebraico dell’Ucraina: è da qui che la Delaunay attinge quelle visioni colorate presenti in tutti i suoi lavori: sono i colori dei vestiti dei contadini russi a rimanerle impressi nella mente. A questi si aggiunge l’influenza delle opere di Van Gogh e Gaugin e del fauvismo, viste nella Parigi del 1905. Qui l’artista incontra il suo grande amore, futuro sposo Robert Delaunay, pittore cubista col quale condivide la passione per il colore: le loro ricerche basate sulle teorie del colore di Chevreul e sulla rifrazione della luce approdarono al movimento chiamato orfismo. Dal 1913 la Delaunay si spinge verso la produzione tridimensionale: tessuti, stoffe, vestiti, ambienti a contrasti simultanei, creazioni astratte con rapporti cromatici, sino ad arrivare nel 1924 ad aprire, in boulevard Malesherbes 19, il suo Atelier Simultané, un laboratorio creativo dove vengono abbattute le tradizionali frontiere tra i settori, una sorta di factory.

Nel 1925 le sue creazioni d’avanguardia riscuotono grandi consensi all’Esposizione internazionale di arti decorative di Parigi, e nello stesso anno l’artista apre un emporio di abiti e accessori insieme allo stilista Jacques Heim. Nel mentre si dedica anche ai costumi per i Balletti Russi di Diaghilev (Cléopâtre, 1917, in Tour da Londra dal 1918) e per l’opera teatrale di Tristan Tzara Le coeur à gaz (1923), si dedica alla produzione di tessuti, abiti e arazzi e lavora nel campo del design industriale.

Sonia Delaunay nel suo Atelier Simultané

Negli anni trenta aderisce al gruppo Abstraction-Création e partecipa alle principali collettive del movimento, mentre nel 1937 lavora con Robert Delaunay alle decorazioni per l’Esposizione universale di Parigi. L’anno seguente lo Stedelijk Museum di Amsterdam le dedica un’ampia retrospettiva, e negli anni successivi l’artista ottiene numerosi riconoscimenti per il suo fondamentale contributo alla diffusione dell’estetica d’avanguardia nel campo delle arti applicate. E’ nella Parigi del 1979 che si spegne Sonia Delaunay capace di rendere moda l’arte astratta.

Benedetta Rutigliano

Sonia Delaunay. Atelier simultané 1923 – 1934
Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea
Via Tadino, 15, Milano
Durata mostra: 22 febbraio – 31 marzo 2012
Da martedì a sabato 10,30 – 12,30 e 15,30 – 19
Ingresso gratuito

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