Arriva e-njoint, la canna elettronica legalizzata

Dall'Olanda e-njoint, la canna elettronica legale al 100%. Ma sta per arrivare la versione trasgressiva...

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E-njoint, la “canna elettronica” (e-njoint.com)

Addio sigaretta elettronica: dopo il boom iniziale di vendite ed i pareti contrastanti, sembra essere giunto il momento della svolta trasgressiva, quella della canna elettronica. La società olandese E-NJOINT B.V. ha infatti lanciato e-njoint, un vero e proprio spinello elettronico. Vero e proprio più nell’aspetto che nel contenuto: la canna elettronica è infatti praticamente identica ad uno spinello nella forma esteriore, ma non contiene neanche una minima traccia di tetraidrocannabinolo, il che la rende perfettamente legale, oltre che un’abile mossa di marketing.

E-NJOINT - La e-njoint si presenta nella classica forma a cono di uno spinello, e l’unica marijuana che si vede è quella disegnata all’esterno, dove una grafica accattivante che richiama le foglie di cannabis decora il dispositivo elettronico. Una fogliolina di marijuana digitale è apposta sull’estremità frontale, e si illumina ogni volta che l’utilizzatore aspira una boccata. Il prezzo della canna elettronica, per il momento disponibile solo in versione monouso, è di 8,95€, e viene venduta in punti vendita del territorio olandese, ma anche spedita online in tutto il mondo. È disponibile anche in versione mondiale Brasile 2014, con la grafica frontale della foglia di marijuana rimpiazzata (ovviamente) da quella di un pallone da calcio. Le aromatizzazioni disponibili sono al momento 7.

E-njoint infatti di trasgressivo ha solo il nome: è un dispositivo legale al 100%, che non contiene nicotina, catrame né THC o tossine. Semplicemente una varietà di aromi naturali, glicole propilenico e glicerina vegetale, che vengono vaporizzati all’esterno sotto forma di vapore acqueo. Il che rende la canna elettronica più trasgressiva della sigaretta elettronica solo nel nome. Che la patria dell’invenzione – e del marchio registrato e-njoint™ – sia poi l’Olanda, ha fatto scattare il tam tam mediatico.

I Paesi Bassi sono infatti noti per l’ampia tolleranza sociale nonché per l’ampia legislazione specifica in materia di droghe leggere, e associare la “canna” elettronica – che a questo punto è d’obbligo virgolettare – ad una ditta olandese è tutto grasso che cola. Che poi il prodotto sia realizzato in Cina, a Shenzhen, passa evidentemente in secondo piano. Il passo trasgressivo è però pronto ad essere compiuto: la ditta, oltre a prepararsi alla distribuzione della versione ricaricabile del prodotto, sta per lanciare la versione con un concentrato di cannabis liquida. Il produttore ha preso contatti con la nota azienda israeliana Tikun Olam che coltiva cannabis terapeutica, ed è pronto a fare il passo sia verso i consumatori “per piacere”, sia verso coloro che ne hanno necessità mediche.

Francesco Guarino
@fraguarino

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