Arriva il filmometro: pronosticherà quali saranno i film di successo

In arrivo il filmometro: uno strumento supertecnologico che, attraverso un algoritmo, misurerà il successo dei film analizzandone le citazioni sul web

(Fonte foto: www.cucinasemplicemente.it)

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Fino ad oggi la scelta di un film da vedere al cinema si è basata soprattutto sulle recensioni, quindi sulle opinioni delle persone. Ma da oggi le cose potrebbero cambiare e, a suggerire i film che vale la pena di vedere al cinema ci penserà il filmometro, uno strumento supertecnologico che, attraverso un algoritmo, misurerà il successo e il significato della pellicola in questione, analizzando le citazioni trovate sul web.

IL FILMOMETRO – Il filmometro è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori della NorthWestern University di Evanston coordinato da Luis Amaral. Lo strumento è stato descritto sulla rivista scientifica statunitense PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences): i ricercatori hanno confrontato i film più citati sul web con la lista di quelli inseriti nel registro della Biblioteca Nazionale degli USA, all’interno del quale ci sono tutti i film ai quali è stato riconosciuto un valore culturale e storico. Il filmometro è stato poi collaudato su oltre quindicimila film, contenuti nell’Internet Movie Database.

(Fonte foto: www.ansa.it)

(Fonte foto: www.ansa.it)

Da questi esperimenti è risultato che il numero di volte in cui un film è citato, soprattutto nei venticinque anni che seguono la sua uscita nelle sale cinematografiche, è un potente indicatore del suo inserimento nel registro nazionale americano. In pratica, più un film è citato sulla rete del web, più diventerà famoso e avrà successo.

Secondo Edoardo Novelli, professore di sociologia dei media all’Università Roma Tre, bisogna però stare molto attenti: «l’uso di Twitter per la cosiddetta “analisi dei sentimenti”, che analizza le associazioni positive o negative ad un argomento ad esempio su Google o Amazon può portare ad un fenomeno di autocitazione, per cui i primi o più visti o più letti sono quelli che figurano primi nelle indagini sui motori di ricerca. I primi in classifica finiscono per rimanere i primi sempre, riducendo una fruizione libera e aperta e la ricerca della diversità. Sono dati validi dal punto di vista quantitativo ma bisogna stare attenti a come li si utilizza».

Mariangela Campo

@MariCampo81

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