Arriva l’Aiib, l’anti-Banca Mondiale: la Cina sfida gli Usa

Negli ultimi mesi Pechino ha lanciato un’istituzione internazionale alternativa a quelle filo-Usa. Andiamo verso un nuovo ordine mondiale?

La presentazione della nuova Asian Infrastructure Investment Bank a Pechino

La presentazione della nuova Banca Asiatica di Investimento in Infrastrutture (Asian Infrastructure Investment Bank, Aiib), a Pechino

La nuova Banca Asiatica di Investimento in Infrastrutture (Asian Infrastructure Investment Bank, Aiib), fondata in ottobre 2014 dalla Cina, sta per prendere il via. Il suo obiettivo, solo accennato, è rompere le uova nel paniere alla Banca Mondiale, al Fondo Monetario Internazionale e alle altre istituzioni americane fondate nel secondo dopoguerra. In due parole: riscrivere le regole della politica e dell’ordine internazionali. «È una lotta di potere», ha confessato un diplomatico europeo al New York Times. «E ci allontaniamo molto dal mondo del 1945».

LA RABBIA DI WASHINGTON – Negli Stati Uniti la decisione di Pechino di costituire una nuova istituzione internazionale non è stata vista di buon occhio. Il timore diffuso è che la Aiib possa essere nel migliore dei casi un doppione di Fmi e Banca Mondiale, e, nel peggiore, una vera e propria sfida. Per questa ragione gli Usa hanno di fatto chiesto ai loro alleati di non entrare a far parte della nuova istituzione, ma il loro invito è stato rispedito al mittente. Lo scorso 17 marzo Italia, Germania e Francia hanno annunciato che si uniranno agli altri fondatori dell’Aiib. Con l’esclusione del Giappone, anche gli altri alleati più stretti e strategici degli Stati Uniti – Australia, Regno Unito e Corea del Sud – si sono tuffati nell’iniziativa cinese. A Washington non l’hanno presa per niente bene.

I presidenti dei Paesi "Brics": Vladimir Putin (Russia), Narendra Modi (India), Dilma Roussef (Brasile), Xi Jinping (Cina) e Jacob Zuma (Sud Africa)

I presidenti dei Paesi “Brics”, da destra a sinistra: Vladimir Putin (Russia), Narendra Modi (India), Dilma Roussef (Brasile), Xi Jinping (Cina) e Jacob Zuma (Sud Africa)

BRETTON WOODS E IL MONDO OCCIDENTALE – Uno dei motivi della fondazione dell’Aiib e del suo successo è la crescente insoddisfazione del mondo nei confronti della Banca Mondiale e dell’Fmi. Le due istituzioni sono state fondate nel 1945 a Bretton Woods (New Hampshire, Usa), fortemente sostenute dall’economista John Maynard Keynes, con lo scopo di promuovere la pace e la stabilità mondiale. Sono però divenute un organo finanziario nelle mani dell’Occidente neoliberista, che solo a fatica si apre alle esigenze del resto del mondo – gli Usa e altri quindici Paesi sviluppati controllano il 52 per cento dei voti, solo gli Usa il 17 per cento e un diritto di veto. Il presidente della Banca Mondiale viene generalmente nominato dagli Usa, quello dell’Fmi dall’Europa (di solito la Francia). L’insoddisfazione nei confronti delle istituzioni di Bretton Woods è quindi più forte nei Paesi in via di sviluppo: la Cina, prima o seconda economia del pianeta a seconda degli indicatori di riferimento, possiede meno del quattro per cento dei voti, e le varie richieste dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Sudafrica e Cina) di avere più potere sono state respinte a più riprese. Quindi, i Paesi scontenti hanno deciso di creare un’altra istituzione, sotto l’egida della Cina.

UN VUOTO DA COLMARE – Ma non è solo la questione della democraticità di Banca Mondiale e Fmi a motivare il successo della nuova Aiib. Le due istituzioni di Bretton Woods, che avrebbero dovuto promuovere lo sviluppo del Terzo Mondo, hanno spesso fallito. Alcuni esperti additano le loro politiche neoliberiste di deregolamentazione finanziaria come causa della crisi finanziaria asiatica del 1997. Altri sottolineano che i loro prestiti vincolati a riforme imposte ai Paesi in via di sviluppo abbiano portato Paesi poveri a crisi e spirali al ribasso. Parte della stessa Ue ha reagito contro l’Fmi, parte della “Troika”, per le politiche imposte a Grecia, Irlanda e Portogallo e la crisi a cui hanno portato – crisi che lo stesso Fondo ha ammesso di non essere stato in grado di prevedere.

Atene, una manifestazione contro la "Troika", un organismo di controllo finanziario informale costituita da Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale.

Atene, una manifestazione contro la “Troika”, un organismo di controllo finanziario informale costituita da Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale.

PROSPETTIVE – Ecco quindi spiegato almeno in parte il bisogno di una nuova istituzione e il suo successo. Tutti gli elementi, dalla rabbia di Washington e delle sue istituzioni alla partecipazione europea, sembrano indicare una graduale erosione del potere di Fmi e Banca Mondiale. Ma da qui in avanti ogni previsione si fa azzardata. La Aiib sarà un’istituzione più democratica e meno liberista? O comincerà una nuova guerra fredda con le istituzioni nelle mani degli Usa?

Anche la partecipazione dell’Italia è avvolta da qualche dubbio: non è ancora noto quali saranno gli standard di governo e trasparenza della banca, né quanto i cittadini italiani dovranno versare. Sicuramente, il fatto che il nostro paese sia tra i fondatori dell’istituzione voluta da Pechino non serve solo a sottolineare un ruolo diplomatico, ma implica che le nostre aziende potranno almeno partecipare alle gare d’appalto e ai concorsi offerti. Se così fosse, la vittoria di appalti potrebbe portare profitti alle imprese italiane. O vinceranno solo imprese cinesi?

Alessio Perrone
@alessioperrone

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